Venerdì 11 Settembre 2026
La sentenza del processo scaturito dal caso delle autovetture abbandonate a Savoca


Minacce e intimidazioni dopo un nostro articolo: una condanna e un'assoluzione

di Redazione | oggi | CRONACA

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Il carroattrezzi del condannato con l'auto rimossa

Una condanna e un’assoluzione al termine del processo di primo grado scaturito da un articolo pubblicato dal nostro giornale il 16 aprile 2023, a firma del direttore Andrea Rifatto, con il quale denunciammo la presenza di autovetture abbandonate nell’alveo del torrente Rina, a Savoca. Il giudice monocratico Antonino Barbagallo del Tribunale di Messina ha condannato a tre mesi di reclusione (pena sospesa) Andrea Salvatore Tamà, 52enne di Savoca, per i reati di violenza privata e minacce, mentre ha assolto per non aver commesso il fatto Carmelo Carnabuci, 34enne di Santa Teresa di Riva, accusato di violenza privata. Tamà è stato condannato anche al risarcimento del danno alla parte civile, liquidato in 500 euro, e al pagamento di 1.700 euro di spese processuali. Il Tribunale ha riconosciuto la sua colpevolezza in quanto quel giorno, dopo aver prelevato il relitto di un’auto con il proprio carroattrezzi, in seguito al sequestro di un’altra vettura da parte dei Carabinieri di Sant’Alessio Siculo, ha bloccato Rifatto mentre transitava in scooter lungo la Strada provinciale 24/c di Passo Rina, impedendogli di proseguire e minacciandolo. Carnabuci è stato invece assolto perchè non presente al momento della commissione del reato da parte di Tamà, ma arrivato dopo qualche minuto e secondo il giudice l’azione di supporto è stata posta in essere dopo il perfezionamento del reato di violenza privata, di natura istantanea, e dunque non ricorre un’ipotesi di concorso ma un “post factum non punibile”. I due sono stati difesi dall’avvocato Pietro Fusca, Rifatto è stato assistito come parte civile dall’avvocato Giuseppe Valentino. 


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