Sabato 04 Aprile 2020
I carabinieri hanno sorpreso otto lavoratori non in regola. Continuano i controlli


Messina. Lavoro nero: sospese due attività, sanzioni per 35mila euro

02/10/2014 | CRONACA

1557 Lettori unici | Commenti 2

I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Messina, nell'ambito di servizi finalizzati al contrasto del fenomeno del lavoro nero, d’intesa con il dirigente della Direzione territoriale del Lavoro del capoluogo peloritano, hanno sottoposto a controllo, negli ultimi 15 giorni, complessivamente diciotto aziende tra esercizi pubblici ed attività commerciali varie, rilevando complessivamente la presenza di otto lavoratori privi di alcuna tutela assicurativa e previdenziale, impiegati cioè completamente “in nero”. Avendo riscontrato una percentuale di lavoratori non in regola superiore al 20% della forza lavoro presente, i militari hanno intimato la sospensione dell’attività imprenditoriale di due delle ditte ispezionate, come previsto dal Testo unico 81/2008 a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Situazione che certi datori di lavoro continuano a mettere in atto approfittando dello stato di necessità del lavoratore, che specie in questi tempi di difficoltà economiche, accetta di lavorare in nero pur di avere un impiego, con i conseguenti immaginabili rischi in caso d’infortunio oggi e all’atto del pensionamento domani, quando l’Inps non riconoscerà la giusta pensione, non ritrovando i versamenti contributivi.
Già in altre province siciliane, il Comparto carabinieri per la Tutela del Lavoro opera con successo, grazie alla collaborazione dei lavoratori, nel mettere di fronte alle proprie responsabilità alcuni imprenditori che, approfittando di tale stato di bisogno, impongono la restituzione di parte della retribuzione, configurando così il reato di estorsione. Con questa accusa negli ultimi tempi sono stati arrestati tre imprenditori, mentre i lavoratori sono stati seguiti ed hanno conservato il loro posto di lavoro. In merito alle attività poste in essere a Messina, sono state contestate sanzioni amministrative per complessivi 35.100 euro per la presenza dei lavoratori “in nero”. I datori di lavoro sospesi hanno dovuto ottemperare alle prescrizioni irrogate per la riapertura delle attività dai militari, nonchè regolarizzare i dipendenti in irregolarmente assunti, versando l'importo complessivo di 3.900 euro, e dovendo poi versare i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori non corrisposti. L’attività ispettiva continuerà anche nei prossimi giorni, con la variazione degli obiettivi, al fine di garantire la massima equità in ogni settore, per contrastare il fenomeno in questione che comporta, com’è noto, conseguenze negative al tessuto socio economico sia a livello locale che nazionale, nonché dirette ripercussioni dannose sui profili previdenziali e di sicurezza di ogni singolo lavoratore.


COMMENTI

Giovanni | il 03/10/2014 alle 15:31:54

Lo stato non mette in condizione i datori di lavoro per mettere in regola i dipendenti.. avete idea quanto costa mantenere in regola un operaio ? i margini di guadagno sono minimi, si aggiungono le tasse e le varie spese quindi di che stiamo parlando ? Diamo la colpa a chi di dovere e non agli imprenditori ! ! !

Carmelo | il 03/10/2014 alle 20:18:42

Ma con quale coraggio scrivete un articolo del genere in questo modo? non ho parole! Invece di scrivere continuamente articoli sul "PERCHE' I DATORI DI LAVORO NON POSSONO METTERE IN REGOLA GLI OPERAI" scrivete che "certi datori di lavoro continuano a mettere in atto approfittando dello stato di necessità del lavoratore".... Se i datori di lavoro non mettono in regola, è PERCHE' non possono! Perchè non possono pagarti uno stipendio "medio" di 800 euro e pagarne altrettanti, se non di più, in tasse. Ma dove pensate che li prendano i soldi? Già non ce la fanno tenendo i lavoratori in nero, figuriamoci messi in regola. Facciamo passare i datori di lavoro come mostri, quando in realtà sono costretti dallo stato a comportarsi così! E io, da LAVORATORE, non posso prendermela col datore di lavoro che, in ogni caso, cerca di fare il possibile per mettermi nelle condizioni di lavorare. Ma questo ammesso che il lavoro ci sia. Vi dovreste vergognare.

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