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L'omicidio Florio a Taormina, torna in carcere la donna 53enne: nuove prove la incastrano
di Andrea Rifatto | oggi | CRONACA
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La camera dove è avvenuto il delitto
Torna in carcere uno degli accusati di aver partecipato all’omicidio di Giuseppe Florio, il 66enne di Giardini Naxos ucciso il 25 aprile a Taormina, all’interno di un alloggio delle case popolari di Trappitello. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Messina e della Compagnia di Taormina hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale di Messina su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di Stefania Bergamaschi, 53enne originaria di Sesto San Giovanni (Milano), di fatto domiciliata in provincia di Vercelli, indagata adesso per il reato di omicidio aggravato in concorso. Il provvedimento restrittivo, che l'ha fatta finire nella casa circondariale di Vercelli, scaturisce dall'evoluzione delle indagini condotte a seguito del rinvenimento del cadavere della vittima, avvenuto il 26 aprile a Mitogio, nel comune di Castiglione di Sicilia. La posizione della donna era già stata oggetto di un iniziale provvedimento di fermo di indiziato di delitto eseguito il 27 aprile, limitatamente all'ipotesi di soppressione di cadavere, poi derubricata dalla giudice per le indagini preliminari Alessia Smedile in occultamento di cadavere, con la convalida del fermo ma con la revoca della misura cautelare in carcere e la conseguente scarcerazione dell'indagata. Tuttavia le successive e serrate attività investigative, coordinate dalla Procura ed eseguite con il supporto tecnico della sezione "cyber" dei Carabinieri di Catania e la conseguente analisi dei dispositivi informatici, l'escussione di persone informate sui fatti, la visione di ulteriori immagini estratte dai sistemi di videosorveglianza, le dichiarazioni rese in fase di interrogatorio da uno dei coindagati e le intercettazioni hanno permesso di acquisire nuovi e determinanti indizi di colpevolezza a carico della Bergamaschi. In particolare, le intercettazioni ambientali e telefoniche captate proprio nel periodo successivo alla scarcerazione hanno fornito un serio riscontro alle ipotesi accusatorie di concorso della donna, tratta adesso in arresto, nell'omicidio di Giuseppe Florio, per il quale sono accusati di omicidio e occultamento di cadavere anche Giuseppa Carmela Bianchino, 50enne di Taormina e il suo compagno Gaetano Urfalino, 39enne di Palagonia, entrmbi ristretti in carcere. Florio, secondo l’accusa, è stato ucciso a Trappitello nell’alloggio di Giusy Bianchino e poi il cadavere è stato avvolto in un lenzuolo, in sacchi di plastica e in una trapunta e trasportato con la Fiat Panda dell’uomo fino a Mitogio, da dove la vettura è poi tornata a Trappitello e data alle fiamme sul torrente Santa Venera per cancellare eventuali tracce biologiche a bordo. Il movente sarebbe legato a questioni economiche relative alla sottrazione di denaro al 66enne.


















