Martedì 17 Marzo 2026
Interrogatori preventivi dopo le richieste di misure cautelari avanzate dalla Procura


L'inchiesta false residenze a Forza d'Agrò, davanti al Gip parlano 4 dei 6 indagati

di Andrea Rifatto | oggi | CRONACA

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Si attende adesso la decisione del Gip

Giornata di interrogatori ieri mattina al Tribunale di Messina nell’ambito dell’inchiesta sulle false residenze elettorali del 2024 a Forza d’Agrò. Davanti alla giudice per le indagini preliminari Ornella Pastore sono comparsi i sei indagati principali sui quali pende la richiesta di misure cautelari, emessa lo scorso 9 ottobre dalla sostituta procuratrice Francesca Bonanzinga della Procura della Repubblica peloritana e notificata il 4 marzo, per essere sottoposti agli interrogatori preventivi, passaggio introdotto dalla riforma Nordio del 2024 come strumento di garanzia della libertà dell’indagato, che anticipa il contraddittorio sulle condizioni di applicabilità della misura personale alla fase antecedente l’adozione dell’ordinanza. Al palazzo di giustizia si sono presentati il sindaco Bruno Miliadò, il capogruppo consiliare di maggioranza Emanuele Di Cara e i tre operatori della Polizia locale Carmela Bartolone, Orazio Maccarrone e Carmelo La Rocca, per i quali l’accusa chiede gli arresti domiciliari, oltre al consigliere di maggioranza Pippo Bondì, per il quale è stato invece proposto dalla Procura il divieto di dimora a Forza d’Agrò. Miliadò e Bartolone hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere, mentre Di Cara, Bondì, Maccarrone e La Rocca hanno risposto alle domande della Gip fino al primo pomeriggio, chiarendo le proprie posizioni e respingendo le contestazioni mosse dalla Procura, smentendo le ricostruzioni per le quali i sei sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al falso in atto pubblico. Strategie diverse, dunque, quelle adottate dagli indagati. Ad assisterli ieri erano presenti gli avvocati Tommaso Autru Ryolo, Francesco Gazzara, Fabio Di Cara, Corrado Rizzo, Bonaventura Candido, Massimo Brigandì, Renzo Briguglio e Ilaria Intelisano, alcuni nominati in sede di interrogatorio in quanto è stata sollevata dalla giudice un’incompatibilità di posizioni processuali tra indagati ex art. 106 del Codice di procedura penale.

La decisione spetta adesso alla gip Pastore, che dovrà valutare se vi siano i presupposti per applicare le misure cautelari proposte, ridurle o rigettarle. L’accusa contesta al sindaco Miliadò, rieletto nel 2024, di essere promotore, organizzatore e capo dell’associazione per delinquere, ai tre operatori della Polizia locale (accusati anche di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici), quali accertatori anagrafici, di aver attestato falsamente l’effettiva dimora dei nuovi richiedenti la residenza, mentre a Di Cara e Bondì, entrambi candidati della lista elettorale “Insieme” a sostegno del candidato sindaco, di aver messo a disposizione abitazioni e alberghi (Hotel Agostiniana) per nuovi residenti che avrebbero così acquisito il diritto al voto. Gli indagati sono in totale 60, di cui 42 presunti falsi residenti e altri 12 forzesi che li avrebbero agevolati, mettendo a disposizione gli immobili, dichiarando di aver accolto in casa i nuovi residenti o presentando materialmente la documentazione in municipio come delegati.

Più informazioni: false residenze forza d'agrò  


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