Sabato 16 Maggio 2026
L'azione dei clan etnei: 37 imputati hanno scelto il rito abbreviato, 2 le assoluzioni


La mafia catanese a Taormina e Giardini Naxos: 35 condanne per 300 anni di carcere

di Redazione | oggi | CRONACA

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La mappa dello spaccio tra le due province

Trentacinque condanne e due assoluzioni, con pene per un totale di 300 anni di carcere. Primi verdetti dell’inchiesta sull’infiltrazione della mafia catanese a Taormina e Giardini Naxos, che a marzo del 2025 ha portato a 50 arresti per associazione per delinquere di tipo mafioso e trasferimento fraudolento di valori, associazione finalizzata al narcotraffico, numerosi episodi di spaccio di stupefacenti, estorsione, rapina, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, reati aggravati poiché commessi con metodo mafioso o con il fine di agevolare il clan Cappello-Cintorino di Cosa nostra etnea. Un’indagine condotta dalle Procure di Messina e Catania sfociata in due ordinanze di custodia cautelare eseguite allora da Carabinieri e Guardia di Finanza. In udienza preliminare davanti alla gup Tiziana Leanza sono comparsi 37 imputati che hanno scelto il giudizio abbreviato, al termine delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Messina con la procuratrice aggiunta Rosa Raffa, i sostituti della Direzione distrettuale Antimafia Antonella Fradà, Francesco Massara e Liliana Todaro.

Le condanne. Renato Alfonso, 16anni e 8 mesi di reclusione; Giuseppe Ariosto, 7 anni e 6 mesi; Antonio Calà, 2 anni; Salvatore Cantarella, 8 anni e 4 mesi; Arianna Cardillo, 6 anni; Carmelo Maurizio Chisari, 3 anni e 4 mesi; Letterio Ciprone, 20 anni; Mario Fortunato Matteo Crimi, 12 anni e 6 mesi; Salvatore Crimi, 6 anni e 20mila euro di multa; Francesco Cristaldi 7 anni e 6 mesi; Alessandro Curcuruto, 7 anni e 4 mesi; Antonino Carmelino D'Amore, 14 anni e 2 mesi; Edy Fazio, 6 anni; Salvatore Ferrara, 12 anni e 4 mesi; Alessandro Galasso, 6 anni e 8 mesi; Carmelo Le Mura 20 anni; Giuseppe Leo, 7 anni e 6 mesi; Manuel Leo, 7 anni e 6 mesi; Rosario Mangiagli, 2 anni; Giuseppe Mansueto, 7 anni e 6 mesi; Alessandro Manuli, 8 anni e 4 mesi; Marcello Manuli, 7 anni e 6 mesi; Daniele Giuseppe Mazzullo, 10 anni e 10 mesi; Gianfranco Nassi, 8 anni, un mese e 10 giorni; Riccardo Pedicone, 20 anni; Fabio Purrazzo, 6 mesi (in "continuazione" con altre sentenze precedenti); Carmelo Riolo, 8 anni e 4 mesi; Massimiliano Rizza, 2 anni; Vincenzo Ronsisvalle, 12 anni e 4 mesi; Nicola Russo, 20 anni; Carmelo Sessa, 8 anni, 6 mesi e 20 giorni; Annamaria Sicali, 8 anni e 8 mesi; Carmelo Sicali, 3 anni e 4 mesi; Luana Maria Statella, 6 anni; Anna Tremante, un anno e 10 mesi. Due le assoluzioni totali decise dalla gup Leanza: Antonio Cacciola (un solo capo d’imputazione, formula "perché il fatto non sussiste") e Fabio Balzano (un solo capo d’imputazione "perché il fatto non è previsto dalla legge come reato”). Assoluzioni parziali da alcuni capi d'imputazione per Nicola Russo e Carmelo Sicali.

Le indagini hanno delineato, nel periodo dal 2020, un quadro aggiornato degli equilibri criminali e della loro evoluzione nella fascia di territorio a cavallo tra le province di Catania e Messina, documentando l’influenza del clan catanese Cappello di Catania e l’attualità del clan Cintorino, articolazione locale della organizzazione catanese, con cui è risultato storicamente e stabilmente collegato e alleato, attivo in particolare tra Calatabiano, Giardini Naxos, Taormina e zone limitrofe. Secondo l’accusa elementi di spicco erano Mariano Spinella, come promotore/reggente del clan Cintorino, e Riccardo Pedicone, braccio destro del boss Mario Pace del clan Cappello, referente per il sodalizio mafioso etneo, che avrebbe spostato Giardini Naxos una parte degli interessi illeciti del gruppo, avviando una fiorente attività nell’ambito del narcotraffico, avvalendosi dei propri canali di rifornimento della città etnea e operando nella commissione di estorsioni. L’altro filone investigativo focalizzato sull’area di Taormina ha riguardato l’attività estorsiva posta nel settore della gestione di escursioni turistiche nel tratto di mare antistante l’Isola Bella da Pedicone per il clan Cappello, nonché da referenti dell’articolazione dei Cintorino e del sodalizio mafioso Brunetto-Santapaola, in prosecuzione di pregressi accordi spartitori dei proventi estorsivi che sarebbero stati stabiliti anni indietro.


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