Domenica 21 Giugno 2026
Accuse confermate ma pena rimodulata per il 61enne taorminese arrestato nel 2025


Innescò un vasto incendio a Taormina, Castelmola e Letojanni: condanna ridotta in appello

di Andrea Rifatto | oggi | CRONACA

359 Lettori unici

Le fiamme distrussero ben 234 ettari

Condanna anche in appello per Giuseppe Ruggeri, il 61enne di Taormina arrestato a maggio del 2025 con l’accusa di aver appiccato l'incendio di vaste proporzioni che si sviluppò il 25 e il 26 luglio 2023 nelle aree di Taormina, Castelmola e Letojanni, con fiamme che superarono i tre metri di altezza interessando un'estensione complessiva di 234 ettari e distruggendo coltivazioni e aree boschive. I giudici della Corte d’appello di Messina hanno rimodulato la pena in 6 anni e 4 mesi di reclusione, rispetto agli otto anni inflitti in primo grado lo scorso ottobre dal giudice per l’udienza preliminare Salvatore Pugliese, al termine del rito abbreviato scelto dall’imputato, per il reato di incendio boschivo aggravato dal grave danno ambientale e dalla determinazione di un pericolo per gli edifici, con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il pagamento del danno al Comune di Taormina. Ruggeri, vecchia conoscenza delle Forze dell’ordine, conosciuto come "spaccalegna" o “trentuncorna", è stato difeso dagli avvocati Antonello Scordo e Francesco Calabrese. L'esteso incendio provocò il danneggiamento, oltre a fabbricati presenti nei terreni, anche di parti che lambivano l'autostrada A18, con la momentanea interruzione del tratto autostradale tra Roccalumera e Taormina. Il Comune di Taormina, assistito dall’avvocato Giovanni Mannuccia, ha quantificato in circa 1,5 milioni di euro il danno subito. 

Secondo l’accusa appiccò le fiamme al fine di bruciare i terreni perché si rigenerasse nuova erba e sfruttarli così per il pascolo, anche se i fondi non erano di sua proprietà ma solo limitrofi ai suoi possedimenti. Per la Procura, che coordinò le indagini svolte dai Carabinieri della Compagnia di Taormina, Giuseppe Ruggeri invitò vari allevatori a condurre il proprio bestiame nelle aree in questione, avviando trattative per "concedere" le stesse - benché senza titolo alcuno - in cambio di somme di denaro per migliaia di euro; vantando ingiustificatamente la disponibilità dei terreni e comportandosi di fatto come padrone degli stessi - a scapito dei legittimi proprietari - avrebbe esercitato un vero e proprio predominio sull'area al solo scopo di incendiarli e tramutarli in aree idonee al pascolo, in modo da affidarli dietro pagamento ai titolari di allevamenti. Durante le operazioni di appiccamento del fuoco, le fiamme si propagarono in modo così rapido che l’uomo non riuscì a spostare il suo camion, andato distrutto, insieme a due fucili che si trovavano al suo interno. Quel giorno, infatti, i venti subirono cambiamenti di direzione e intensità, causando la rapidissima propagazione delle fiamme che in poco tempo interessarono tutte le zone circostanti, rendendo particolarmente dispendiose le operazioni di spegnimento da parte del Corpo Forestale e dei Vigili del Fuoco.


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.