Venerdì 23 Febbraio 2024
Ai domiciliari anche una terza persona. Accuse di concussione, corruzione e falso


Imponeva contratti di assicurazione, arrestati l'ex dirigente Asp Muscolino e il figlio

di Redazione | 12/11/2021 | CRONACA

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Salvatore Muscolino è stato dirigente Asp

Con condotte reiterate e sistematiche, non avrebbe esitato ad avanzare esplicite proposte a soggetti privati, per lo più imprenditori titolari di attività di ristorazione o di strutture alberghiere, finalizzate a favorire la conclusione di contratti assicurativi con l’agenzia di Giarre di cui è titolare il figlio. Con questa accusa l’ex dirigente del Dipartimento Prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Messina, Salvatore Muscolino, 68 anni, originario di Limina ma residente a Giardini Naxos, è stato arrestato questa mattina dalla Polizia di Stato, insieme al figlio Mario e ad una terza persona, Francesco Currò, titolare di un laboratorio di analisi. I tre, indagati a diverso titolo per i reati di concussione, corruzione, falso ideologico e altro, sono stati ristretti agli arresti domiciliari in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Ornella Pastore del Tribunale di Messina. Secondo le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Messina, Muscolino avrebbe sfruttato la propria qualifica istituzionale, e i poteri che da tale carica derivavano, al fine di favorire gli interessi del figlio Mario, complice beneficiario e certamente consapevole delle modalità mediante le quali il padre gli procurava un sempre crescente numero di clienti. I successivi approfondimenti, effettuati tramite attività tecniche, servizi sul territorio e acquisizioni documentali, hanno consentito di verificare, sebbene solo ai fini di una valutazione cautelare, come l’agenzia assicurativa di Mario Muscolino avrebbe stipulato un numero assai significativo di polizze proprio in coincidenza con la nomina del padre quale direttore del Dipartimento Prevenzione dell’Asp di Messina, avvenuta nel luglio del 2018. Il sistema, secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, si sarebbe sostanziato in una serie di condotte, per nulla limitate a situazioni sporadiche o occasionali, causalmente orientate alla realizzazione di maggiori profitti da parte di Mario Muscolino. Nella lista dei clienti di quest’ultimo, sono presenti importanti attività imprenditoriali operanti nei settori della produzione e grande distribuzione del settore alimentare e in quello turistico-alberghiero, o in ambiti che hanno comunque attinenza con le competenze dell’autorità sanitaria.

Altra figura di rilievo sarebbe quella di Francesco Currò, titolare di un laboratorio di analisi accreditato con la Regione ed a stretto contatto con l’Asp di Messina, il quale, interessato a mantenere costanti e proficui rapporti con il dirigente del Dipartimento di Prevenzione, si sarebbe prestato a favorire gli interessi dei Muscolino, ponendosi talvolta da intermediario tra il funzionario pubblico e gli esercenti le attività imprenditoriali. Significativo, ed esempio, il fatto che il Salvatore Muscolino avrebbe sollecitato Currò a stilare un elenco di operatori del settore alberghiero e/o della ristorazione ai quali proporre la stipula di contratti assicurativi con l’agenzia del figlio Mario. Le investigazioni, inoltre, avrebbero fatto luce su un rodato sistema corruttivo avente ad oggetto la compravendita di false attestazioni pubbliche, in materia di sicurezza alimentare, messo in piedi dal Currò. Infatti, diversi titolari di esercizi commerciali svolgenti attività di ristorazione o, più in generale, di somministrazione di alimenti o bevande, si sarebbero rivolti a Currò, in qualità di “formatore per alimentaristi”, per richiedergli, dietro compenso di denaro, il rilascio a beneficio dei propri dipendenti dei cosiddetti attestati “Haccp”. Il titolare del laboratorio, in diverse occasioni, avrebbe falsamente attestato la presenza del lavoratore beneficiario nell’elenco dei partecipanti ai corsi obbligatori di formazione, nella maggior parte dei casi già svoltisi, nonché il superamento dell’esame finale. Sulla scorta del quadro indiziario così raccolto, il Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica, ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dei tre indagati.


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