Il "Bambino Gesù" di Roma lascia il Ccpm di Taormina: esplode la polemica politica
di Redazione | oggi | CRONACA
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Un reparto d'eccellenza per Taormina
L’ospedale pediatrico “Bambino Gesù” di Roma ha comunicato alla Regione siciliana di non voler rinnovare la convenzione del 2010 con l’ospedale “San Vincenzo” di Taormina per la gestione del reparto di Cardiochirurgia pediatrica. La collaborazione terminerà il 30 giugno, ma il personale di Taormina potrebbe essere spostato a Catania, in particolare al Policlinico universitario "Rodolico-San Marco”, già individuato nei mesi scorsi dalla Regione per ottemperare alle richieste del Ministero della Salute sul mantenimento della struttura di Taormina in deroga al Decreto ministeriale 70/2015. A fine 2025 l’Asp aveva prorogato al 30 giugno 2026 l’accordo sottoscritto nel 2020 tra l’Irccs “Bambino Gesù” di Roma e l’Asp di Messina per la collaborazione in ambito pediatrico, ma il “Bambino Gesù” gestirà comunque una fase di transizione che potrebbe durare circa tre mesi. Poi la Regione dovrà gestire in autonomia il reparto. Antonio De Luca: «Ennesimo fallimento del governo Schifani» Dafne Musolino: «Negata continuità assistenziale ai bambini»
«Sono stato l'unico deputato a dire in maniera chiara e netta che questa sarebbe stata l'esatta e prevedibilissima conseguenza del disastroso assetto organizzativo messo a punto dal trio Schifani-Faraoni-Iacolino - commenta Antonio De Luca, capogruppo all’Ars del M5S - i verbali delle sedute di Commissione Sanità e i miei ripetuti appelli pubblici lo dimostrano con chiarezza. Dopo aver devastato la sanità, hanno distrutto un'eccellenza di livello mondiale che andava salvaguardata a tutti i costi. Invece hanno messo su un piano fallimentare con l'avallo del centrodestra che l'ha votato in commissione Salute con il solo voto contrario del M5S e l'astensione del Pd. I siciliani sappiano chi ringraziare per quest’oasi di ottima sanità a cui dovremo dire addio. Non ci voleva certamente la palla di vetro – prosegue De Luca - per prevedere questo sciagurato epilogo e l'ho detto in tantissime occasioni. La modifica dell'attuale assetto organizzativo ha avuto come effetto immediato e diretto il disimpegno del Bambin Gesù, allontanando di fatto dal territorio siciliano un'eccellenza mondiale e disperdendo il patrimonio di esperienza accumulato in questi anni. I risultati di Schifani in questo campo sono disastrosi, perché ha aperto a Palermo una Cardiochirurgia pediatrica che in tre anni ha avuto costi esorbitanti rispetto ai risultati ottenuti e ha fatto chiudere a Taormina un'eccellenza internazionale. A trarre vantaggio da tutto ciò è stato solo il gruppo San Donato di Milano, il cui Cda è presieduto da Angelino Alfano, uomo vicino a Schifani, che in questi anni è stato pagato fior di milioni e che ora va pure via. Il governo ora ci dia ampie delucidazioni sulla vicenda e ci dica come intende proseguire. Per questo ho chiesto l'audizione immediata del neo assessore alla Sanità Caruso in commissione all’Ars».
«Avevo ampiamente previsto e denunciato che questa soluzione avrebbe penalizzato gravemente i bambini in cura e le loro famiglie - commenta la senatrice Dafne Musolino, vicecapogruppo di Italia Viva al Senato - sottoponendo l'organizzazione del centro al controllo del Policlinico di Catania, il “Bambino Gesù” si ritrova senza più alcun motivo di esistere in quel contesto e, inevitabilmente, non può fare altro che fare un passo indietro. È la peggior soluzione in assoluto che il Governo regionale potesse trovare”. La senatrice punta il dito contro l'insensatezza gestionale e politica dell'operazione, sottolineando le gravi ricadute sul territorio messinese: «Si ribadisce la volontà di spostare tutto sotto la gestione del Policlinico catanese, quando non si capisce assolutamente perché non fosse possibile mantenere il centro nella struttura di Taormina, sotto l'egida e la gestione dell'Asp di Messina. In questo modo si generano soltanto ulteriori e ingiustificati disagi per l’utenza. Quello che si voleva e si doveva garantire alle famiglie – incalza Musolino – era la continuità dell'assistenza medico-specialistica. Una continuità che, con questo scellerato cambio di rotta, viene clamorosamente meno. E sia chiaro: non ne facciamo una banale questione di nomenclatura. Non ci rassicura sapere che esisterà ancora un cartello con su scritto “Centro di chirurgia pediatrica del Mediterraneo a Taormina” se poi nei fatti la gestione è di Catania e si perdono i professionisti del Bambino Gesù. Quello che conta, ribadisco, è la continuità medica e assistenziale, un diritto fondamentale che oggi la Regione siciliana ha deciso scientemente di smantellare».













