Venerdì 23 Febbraio 2024
L'improvvisa voglia di partecipare al voto: viaggio tra case fatiscenti e crollate


Forza d'Agrò, quell'inguaribile viziaccio delle false residenze elettorali

di Andrea Rifatto | 21/04/2019 | CRONACA

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Un'abitazione crollata e una inabitabile...con residenti

“Un fenomeno che purtroppo non appare affatto nuovo né inusitato per alcune piccole realtà meridionali”. Scriveva così il giudice Giovanni Albanese del Tribunale di Taormina nella sentenza di primo grado dell’1 ottobre 2012 con la quale condannava quattro persone per il reato di falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri, commesso a Forza d’Agrò in occasione delle elezioni amministrative del 2006. Tradotto: false residenze a fini elettorali. In appello, il 4 aprile 2016, quella vicenda scaturita da un esposto presentato dopo le elezioni amministrative del giugno 2006 si chiuse con la prescrizione del reato. Ma quel fenomeno, a Forza d’Agrò, non è mai sparito e anche in questa tornata elettorale si sta manifestando in tutte le sue forme, sfacciatamente, senza alcuna remora, da parte di chi pur non avendo legami o interessi in paese improvvisamente, nel periodo precedente la consultazione elettorale, decide di trasferire la propria residenza solo per partecipare al voto. Un modus operandi ormai consolidato, con dei “basisti” locali che ovviamente forniscono l’appoggio e reggono le fila dell’operazione false residenze. Ieri mattina siamo stati per le vie del centro e della frazione Scifì, dopo aver consultato le liste elettorali in seguito all’ultima revisione prima delle Amministrative di domenica prossima: agli occhi ci sono saltati diversi nomi di cittadini, piuttosto conosciuti o meno, che vivono stabilmente in altri comuni della valle d’Agrò e della zona jonica oppure provenienti da fuori, anche da altre province, e che negli ultimi mesi hanno deciso di trasferire la propria residenza nel borgo collinare, presentando richiesta di iscrizione all’Ufficio Anagrafe del Comune e ottenendo esito positivo.

Nomi e indirizzi alla mano, abbiamo girato per verificare se effettivamente queste persone abbiano la propria dimora abituale, come recita il Codice civile, lì dove indicato all’atto della richiesta della residenza. Ma di riscontri ne abbiamo trovati pochissimi. Soprattutto nel centro storico, le vie e i numeri civici indicati nelle liste elettorali corrispondono a depositi, abitazioni fatiscenti e inabitabili, chiuse da decenni, prive di utenze, in alcuni casi addirittura inesistenti o totalmente crollate e di cui rimane in piedi solo il muro sulla strada con appeso il civico, oppure di proprietà di altre persone o ancora utilizzate solo nei mesi estivi. In un caso l’abitazione è ancora in costruzione e si trova allo stato rustico ed è impossibile viverci. L’elenco dei falsi residenti è vario,  professionisti, imprenditori, donne, uomini, giovani e anziani: tra questi c’è chi vive in altri comuni (dove ha fatto anche politica) ma ad ogni tornata sente il “richiamo elettorale”, chi ha svolto o svolge lavori in paese (anche per conto del Comune) e se n’è innamorato a tal punto da portare la residenza insieme ai familiari (quando si dice il colpo di fulmine), chi lo fa su richiesta senza batter ciglio perché così si è sempre fatto. Anche in questa piccola realtà meridionale, dove l’esito del voto di domenica prossima rischia di essere falsato a causa dei falsi residenti.


COMMENTI

fahrenheit | il 22/04/2019 alle 17:50:24

Scusate… ma per ottenere il cambio di residenza non ci vuole l’istruttoria del responsabile dell’ufficio anagrafe e il verbale dei vigili urbani redatto a seguito verifiche sui luoghi ?

Gabriele pitasi | il 23/04/2019 alle 04:03:01

Ma l'indagine l hanno svolta i Vigili, i Carabinieri o il Giornalista?

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