Mercoledì 27 Maggio 2020
Offese in un comizio e sul web da parte dei fratelli Fabio ed Emanuele Di Cara


Forza d'Agrò, diffamarono due avversari: condannati sindaco e capogruppo

di Andrea Rifatto | 10/04/2019 | CRONACA

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Il sindaco Fabio Di Cara

Confermata anche a processo la condanna per diffamazione del sindaco di Forza d’Agrò, Fabio Di Cara e dal fratello Emanuele, capogruppo consiliare di maggioranza, per le offese rivolte pubblicamente a due avversari politici, Antonino Bianca e Pietro Muscolino, durante il comizio tenuto dal primo cittadino in piazza Cammareri il 10 giugno 2016. Il giudice monocratico della II Sezione penale del Tribunale di Messina, Maria Grazia Mandanici, ha letto ieri sera, al termine del processo di primo grado iniziato nel gennaio 2017, la sentenza che condanna entrambi alla pena di 800 euro di multa, oltre al pagamento di 750 euro ciascuno per le spese del giudizio e al risarcimento del danno alle parti civili da definirsi in sede civile. Il verdetto è arrivato al termine del dibattimento iniziato in seguito all’opposizione al decreto penale presentata nel novembre 2016 dal legale dei due amministratori, che con quel provvedimento erano già stati condannati per diffamazione per aver commesso il reato in maniera continuata “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso”, il sindaco a 1.500 euro e il capogruppo a 2.500 euro di multa. Entrambi sono stati difesi dall’avvocato Salvatore Gentile di S. Teresa, mentre Antonino Bianca e Pietro Muscolino dall’avvocato Antonino Caliri di S. Teresa. Emanuele Di Cara oltre che capogruppo di maggioranza uscente, è anche candidato al Consiglio comunale per le elezioni del 28 aprile prossimo nella lista che sostiene la candidatura a sindaco di Bruno Miliadò.

In quel comizio del giugno 2016 il sindaco Di Cara, commentando le vicende che avvenivano in paese, secondo quanto confermato in giudizio ha leso la reputazione di Bianca e Muscolino “definendo quest’ultimo soggetto che probabilmente vive momenti confusionali”, pronunciando altre frasi riferibili a entrambi, ossia “i protagonisti di questa vicenda sono Bianca e il tulipano nero appassito, qua ci sono cittadini e soggetti affetti da patologie difficilmente inquadrabili, ci sono medici che mi hanno detto di cittadini affetti da sindrome bipolare, da fenomeni di dissociazione, ossia affetti psicopatologicamente da fenomeni di disconnessione, affetti da disturbi della personalità”. Il fratello Emanuele è stato invece condannato per due articoli pubblicati sul sito “Il Giornale di Forza d’Agrò” in riferimento al comizio del giugno di tre anni fa: il primo il giorno dopo, l’11 giugno, dal titolo “Sindaco scintillante analizza casi clinici”, contenente frasi come “è stata espletata l’ultima lezione politica contro soggetti, ben definiti dal sindaco, e che a giorni vi daremo la possibilità di vedere, contro la nullità politica forzese, la quale non avendo la capacità di amministrare è dedita a fare ricorsi e a gironzolare nelle piazze alla ricerca di ingannare i cittadini e infangare l’amministrazione”; i secondo pubblicato il 15 giugno titolato “Il sindaco Di Cara parla ai forzesi”, in cui ha definito la minoranza politica locale “bassa classe politica forzese”“soggetti che per disturbi di disconnessione operano in modo sconsiderato”“Brighella, tulipano nero appassito, scemi del villaggio corvi soggetti che hanno accanimento contro l’amministrazione”, allegando in fondo al testo il video del comizio di piazza Cammareri.


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