Fogna nel torrente Pagliara: a processo sindaco, ex tecnico e gestore del depuratore
di Andrea Rifatto | oggi | CRONACA
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Il laghetto del febbraio-marzo 2021
Le indagini sono partite nel 2023 e adesso il caso arriva in aula. Uno sversamento di reflui fognari avvenuto nel 2021 nel torrente Pagliara, al confine tra Roccalumera e Pagliara, vede infatti tre imputati citati a giudizio dal Tribunale di Messina con l’accusa di aver violato la normativa ambientale. I fatti risalgono al periodo tra fine febbraio e inizio marzo del 2021, quando nell’alveo torrentizio poco più a monte del depuratore intercomunale si verificò uno sversamento di liquami e si formò un laghetto putrido e maleodorante che rimase ben visibile per almeno una settimana. Adesso a processo sono finiti il sindaco di Pagliara, Sebastiano Gugliotta, l’ex responsabile dell’Ufficio tecnico comunale Carmelo Spadaro Malomo e il gestore dell’impianto di depurazione intercomunale di Roccalumera, Pietro Laccoto, titolare della società “Alak Srl” di Brolo. La Procura della Repubblica di Messina contesta ai tre la violazione dell’articolo 257 del Decreto legislativo 152/2006 (Testo unico Ambiente) perchè «in concorso fra loro - recita il capo di imputazione - a seguito dello sversamento di liquami dalla vasca di decantazione delle acque reflue del comune di Pagliara (avvenuto a causa di imperite manovre di deviazione del flusso delle acque reflue provenienti da Pagliara), che cagionava l’inquinamento del suolo con il superamento delle concentrazioni soglia di rischio, non provvedevano alla regolare bonifica dell'area del torrente Pagliara né alla comunicazione di cui all’art. 242 del D. Lgs. 152/2006». L’udienza predibattimentale davanti alla giudice Rosa Aliberto, prevista nei giorni scorsi ma rinviata per un difetto di notifica, è fissata adesso per il 6 maggio. I tre sono difesi dagli avvocati Giovanni Calamoneri, Carmelo Saitta e Paolo Starvaggi. I quei giorni anche il nostro giornale si occupò del caso, segnalando con un articolo del 3 marzo 2021 che si era verificato uno sversamento di reflui fognari sulla sponda sinistra del torrente Pagliara, che avevano raggiunto anche il letto del torrente, scorrendo lentamente verso valle. «Venerdì pomeriggio (il 26 febbraio, ndc) erano in corso dei lavori al depuratore - ci spiegò allora il sindaco Gugliotta - ed è stato chiesto ai nostri tecnici di chiudere momentaneamente il flusso di scarico della fogna, ma evidentemente poi si sono dimenticati, non è stato ripristinato e quindi i reflui sono usciti fuori dal troppo pieno della vasca esistente nel torrente. Purtroppo c'è stato di mezzo il fine settimana, ma non appena abbiamo avuto notizia dello sversamento nel torrente siamo intervenuti per ripristinare il flusso verso l'impianto e adesso stiamo ripristinando la zona, cercando di asciugare quanto rimasto». L’11 marzo tornammo sui luoghi, trovando l’area spianata da una ruspa che aveva eliminato il laghetto di fogna. La stessa situazione la riscontrò il giorno prima l’Arpa Messina, che dopo aver ricevuto un esposto effettuò un sopralluogo con sindaco, tecnico, autista mezzi speciali del Comune di Pagliara e Carabinieri di Roccalumera: lo stato dei luoghi, però, risultava non coincidere con il contenuto dell’esposto, visto che «l'area visionata risultava ricoperta da materiale costituito prevalentemente da sedimenti torrentizi di colore grigio chiaro - scrisse Arpa - con evidenza in alcune zone di materiale visivamente riconducibile ad argilla mentre in altre zone a materiale visivamente riconducibile a fango di colore marrone. Sui sedimenti torrentizi sono evidenti tracce di mezzi meccanici con i quali presumibilmente sono stati effettuati i lavori. In sponda sinistra, inoltre, è presente una fitto canneto che non ha permesso di verificare l'eventuale presenza di tubazioni di scarico». Le indagini, però, andarono avanti coordinate dal coordinate dal pubblico ministero Marco Accolla. In quei giorni, inoltre, i consiglieri di minoranza Domenico Prestipino e Santina Andronaco presentarono un’interrogazione sulla vicenda e il sindaco Gugliotta replicò che "tale inconveniente non è minimamente imputabile al Comune che rappresento, in quanto causato da un intervento di occlusione della condotta posta in essere da tecnici e maestranze che non appartengono al Comune di Pagliara. Infatti, dovendo la ditta che gestisce il depuratore consortile realizzare lavori di manutenzione, ha interrotto il flusso dei reflui che provengono da Pagliara e di conseguenza detta interruzione ha cagionato il deflusso sul letto del torrente".














