Martedì 07 Aprile 2020
Sentenza di primo grado sugli sversamenti dell'estate 2012. Due gli assolti


Fogna in mare a Letojanni: condannati sindaco, presidente e tecnico del Consorzio

di Andrea Rifatto | 19/09/2018 | CRONACA

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Il mare di Letojanni in quei giorni del 2012

Tre condanne e due assoluzioni per gli sversamenti di fogna nel mare di Letojanni avvenuti nell'estate del 2012. Ieri pomeriggio la Prima Sezione penale del Tribunale di Messina, presieduta dal giudice Massimiliano Micali, ha pronunciato la sentenza di primo grado del processo partito a seguito delle immissioni di acque reflue nello specchio di mare letojannese provenienti dal depuratore consortile di contrada San Filippo, gestito dal Consorzio per la distribuzione della rete fognante per la realizzazione degli impianti di depurazione e manutenzione fra i comuni di Taormina, Castelmola, Giardini e Letojanni. A processo erano finiti il sindaco Alessandro Costa, all'epoca dei fatti eletto da tre mesi per il suo primo mandato; l'allora presidente del Consorzio Giuseppe Manuli; il responsabile dell'Ufficio tecnico del Consorzio, Stefano Codevilla; il direttore tecnico Gaetano Manganaro e il presidente del Consiglio di amministrazione, Giuseppe De Pasquale. A Manuli e Codevilla è stata inflitta una condanna a un anno di reclusione, 9 mesi a Costa (pena sospesa per Costa e Codevilla); assolti "per non aver commesso il fatto" De Pasquale e Manganaro. Cinque i capi di imputazione contestati ma le condanne sono arrivate solo per due di essi, ossia il danneggiamento causato dalle fuoriuscite inquinanti in mare e l'omissione per la mancata manutenzione della condotta di scarico in mare; assoluzione per tutti gli imputati per due capi "perchè il fatto non sussiste", tra cui l'accusa di lesioni contestata da un bagnante che all'epoca denunciò problemi intestinali e macchie sulla pelle, e prescrizione per Costa, Manuli e Codevilla per un capo d'accusa. La Procura della Repubblica aveva chiesto per tutti la condanna a tre anni. I cinque sono stati difesi dagli avvocati Fabio Di Cara, Nunzio Rosso, Andrea Schifilliti, Ugo Colonna e Nicola Giacobbe.

Gli sversamenti si verificarono sino al 17 agosto 2012 e secondo l'accusa erano dovuti all'aumento della popolazione nel periodo estivo, con il depuratore che andava in tilt e non riusciva a smaltire tutti i reflui in entrata, provocando l'immissione nel mare di Letojanni di sostanze inquinanti, in particolare escherichia coli, azoto ammoniacale e azoto nitroso oltre i valori limite.  Al sindaco Costa veniva contestata anche l'omissione perchè, nonostante nel corso di più sopralluoghi anche del dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune di Letojanni venne accertata il 13 agosto 2012 "la presenza di un ribollimento che faceva diventare l'acqua del mare nera e maleodorante", secondo l'accusa il primo cittadino avrebbe emesso il divieto di balneazione solo il 6 settembre. In realtà Costa firmò l'ordinanza che imponeva il divieto di balneazione tra i torrenti Silemi e Milianò già il 13 agosto, per un tratto di mare esteso circa 1,5 km, dopo un sopralluogo del 3 agosto eseguito dal dirigente dell'Utc insieme alla Polizia municipale, in cui venne rilevata la fuoriuscita di liquami dallo scarico in mare del depuratore consortile e un secondo sopralluogo del 7 agosto svolto dal dirigente dell'Utc di Letojanni insieme al presidente del Consorzio Rete Fognante e al sindaco, in cui venne riscontrata la rottura della tubazione dello scarico a mare; il 9 agosto Costa sollecitava il presidente del Consorzio a riparare con la massima urgenza la tubazione (una prima richiesta era partita già il 23 maggio) ma il 13 agosto il dirigente dell’Ufficio tecnico comunale verificava come i lavori non fossero stati eseguiti e continuasse a verificarsi lo sversamento a mare di liquami. Da qui l'ordinanza di divieto di balneazione del 13 agosto 2012.


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