Domenica 05 Aprile 2020
Il 56enne Catino Freni si è scagliato armato contro il fratello danneggiando due veicoli


Fiumedinisi. Arrestato un uomo dopo un pomeriggio di follia

17/09/2014 | CRONACA

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Un pomeriggio di ordinaria follia che ha scombussolato la vita tranquilla della comunità di Fiumedinisi si è concluso con l’arresto del 56enne Catino Freni, bracciante agricolo del posto, con l’accusa di danneggiamento seguito da incendio, danneggiamento aggravato e minacce gravi. L’uomo, intorno alle 13.45 di lunedì 15 settembre, si è presentato davanti l’abitazione del fratello, al centro del paese, e fuori di senno probabilmente a causa di vecchi rancori accresciuti nel tempo, ha dato alle fiamme l’autovettura del parente. Subito dopo, si è scagliato contro il furgone parcheggiato a fianco, sempre di proprietà del fratello, sfondando a pugni il parabrezza e un finestrino laterale, allontanandosi poi velocemente. La vittima della rapida azione messa in atto dal Freni, subito dopo la fuga dell’uomo, è uscita dall’abitazione insieme alla propria famiglia con l’intento di domare le fiamme prima che avvolgessero l’intera vettura. In quel frangente, secondo alcuni testimoni, l’arrestato sarebbe tornato sul posto, effettuando diversi passaggi in macchina davanti al fratello ed alla sua famiglia, tenendo in pugno una pistola e gridando frasi esplicitamente minacciose verso i familiari. Successivamente l’uomo si è dileguato, armato, furioso e con le mani ancora insanguinate a causa dei colpi inferti ai vetri del furgone. Sul posto sono immediatamente giunti i carabinieri della Stazione di Fiumedinisi, le pattuglie delle Stazioni di Alì Terme e Roccalumera ed i militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Messina Sud, i quali hanno subito avviato fattive e frenetiche ricerche per rintracciare l’uomo, armato ed evidentemente pericoloso, mettendo in atto anche diversi posti di blocco lungo le possibili vie di fuga dal paese. Il primo luogo dove i carabinieri hanno provato ad individuare Catino Freni è stato la sua abitazione, poco distante dal luogo dell’accaduto, ma senza successo. I militari, oltre a piantonare la casa e continuare a battere con le pattuglie l’intero territorio di Fiumedinisi, hanno allora deciso di controllare l’abitazione degli anziani genitori, in contrada Butali, una zona isolata dove si arriva percorrendo per circa venti minuti una strada accidentata di montagna. Nel cortile della casa dei due coniugi è stata subito rinvenuta l’autovettura del Freni, utilizzata durante la scorribanda a casa del fratello. I carabinieri hanno allora circondato l’edificio, preparandosi ad un’irruzione e non escludendo la possibilità che l’uomo braccato aprisse il fuoco. L’uomo, in casa insieme ai genitori, è invece uscito spontaneamente senza opporre resistenza ai militari intervenuti. Le successive perquisizioni dell’auto usata per la fuga e dell’abitazione non hanno però permesso di trovare la pistola usata poco prima. Dentro il veicolo sono stati trovati degli stracci sporchi di sangue ed una bottiglia di alcool, presumibilmente utilizzata per appiccare il fuoco. Ma dell’arma nessuna traccia, nonostante le minuziose perquisizioni ed il lungo rastrellamento delle campagne adiacenti l’abitazione, ricoperte da una vegetazione molto fitta. Freni, che alternava momenti di calma a stati di agitazione, avendo riportato ferite alle mani con una copiosa perdita di sangue, è stato condotto in caserma, medicato e giudicato guaribile in quattro giorni. Ascoltati i testimoni ricostruita minuziosamente la vicenda, i carabinieri hanno dunque provveduto all’arresto di Catino Freni con l’accusa di danneggiamento seguito da incendio, danneggiamento aggravato e minacce gravi: su disposizione dell’autorità giudiziaria il 56enne è stato ristretto presso la Casa circondariale di Messina Gazzi. 


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