Articoli correlati
False residenze a Forza d’Agrò: chiesto l'arresto per sindaco, consigliere e vigili urbani
di Andrea Rifatto | oggi | CRONACA
di Andrea Rifatto | oggi | CRONACA
3661 Lettori unici
Miliadò è stato rieletto nel 2024
Terremoto giudiziario al Comune di Forza d’Agrò. A scatenarlo la vicenda delle false residenze per le elezioni amministrative del 9 e 10 giugno 2024, sulla quale già prima del voto si erano accesi i riflettori dell’autorità giudiziaria. L’inchiesta arriva adesso ad uno snodo cruciale ed emergono i primi elementi dell’accusa. La Procura della Repubblica di Messina contesta complessivamente a 65 indagati l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata al falso in atto pubblico, a capo della quale ci sarebbe stato direttamente il sindaco Bruno Miliadò per ottenere vantaggi elettorali nella competizione dove era in corso per il secondo mandato. Oltre al primo cittadino, gli indagati “eccellenti” sono il capogruppo consiliare di maggioranza Emanuele Di Cara, il consigliere Pippo Bondì appartenente sempre allo schieramento governativo e i tre agenti della Polizia locale in servizio nel municipio forzese. Risultano poi indagate altre 59 persone. La sostituta procuratrice Francesca Bonanzinga, che ha coordinato l’inchiesta, ha chiesto per Miliadò e Di Cara e per i vigili urbani coinvolti la misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre per Bondì è stata avanzata richiesta di divieto di dimora in paese: i Carabinieri della Stazione di Forza d’Agro hanno quindi notificato l'avviso di fissazione dell'interrogatorio preventivo davanti alla giudice per le indagini preliminari Ornella Pastore, previsto per il 16 marzo. Si tratta di un interrogatorio, introdotto dalla riforma Nordio del 2024, configurato come strumento di garanzia della libertà dell’indagato, che anticipa il contraddittorio sulle condizioni di applicabilità della misura personale alla fase antecedente l’adozione dell’ordinanza, con la possibilità di conoscere gli atti di indagine, i verbali delle intercettazioni e le contestazioni dell’accusa. I sei indagati principali sono difesi dagli avvocati Fabio Di Cara, Antonino Gazzara, Bonaventura Candido, Renzo Briguglio e Massimo Brigandì e potranno rispondere alle domande del gip oppure avvalersi della facoltà di non rispondere. Dopo gli interrogatori il giudice deciderà se applicare o meno le misure cautelari. Le indagini sono state avviate nel maggio 2024 e condotte dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Taormina e della Stazione dell’Arma di Forza d’Agrò. Nel corso dei mesi è stato accertato dagli inquirenti, con indagini tradizionali e tecniche, che in occasione delle elezioni amministrative di quell’anno vi siano stati numerosi trasferimenti fittizi di residenza a Forza d'Agrò, finalizzati secondo l’accusa ad incrementare l'elettorato attivo a sostegno della candidatura a sindaco di Miliadò. In particolare quest’ultimo avrebbe ricoperto il ruolo di capo, promotore e organizzatore dell’associazione, mentre gli altri indagati, in qualità di partecipi, si sarebbero associati per porre in essere numerose attestazioni false di residenza, spesso in fabbricati privi dei requisiti di abitabilità, al fine di raccogliere voti favorevoli alla parte politica risultata vittoriosa. Le anomalie in quelle settimane prima del voto non erano mancate e il nostro giornale aveva raccontato come in soli quattro mesi, tra gennaio ed aprile 2024, erano state presentate al Comune ben 110 pratiche per il trasferimento di residenza, per un totale di 133 persone: un numero spropositato per un piccolo centro, che conta circa 700 elettori senza considerare gli iscritti all’Aire. Nomi di “aspiranti forzesi” che pur non avendo legami o interessi in paese, stranamente avevano deciso di trasferire la propria residenza, probabilmente con il solo fine di partecipare al voto, provenienti dai comuni della zona jonica ma anche dal Catanese, da altre province siciliane e perfino dal Lazio. Le vie ed i numeri civici indicati nelle liste elettorali corrispondevano in diversi casi ad abitazioni chiuse e inutilizzate da tempo, dove non vi erano segni di una permanenza continua o comunque recente, fino al caso limite che abbiamo scoperto nella frazione Scifì, dove quattro persone avevano chiesto di poter avere la residenza all’interno di un pollaio. E dopo il nostro articolo, nottetempo, alcuni numeri civici erano stati misteriosamente spostati da un edificio all’altro…
















