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False residenze a Forza d'Agrò: arrestati il sindaco, un consigliere e due vigili - VIDEO
di Andrea Rifatto | 01/04/2026 | CRONACA
di Andrea Rifatto | 01/04/2026 | CRONACA
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Miliadò, Di Cara, Bondì, Bartolone e La Rocca
A distanza di due settimane dagli interrogatori preventivi, è arrivata la decisione. Scattano cinque misure cautelari nell'ambito dell'inchiesta sulle false residenze elettorali a Forza d'Agrò. La giudice per le indagini preliminari Ornella Pastore ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare disponendo gli arresti domiciliari per il sindaco Bruno Miliadò, 71 anni, il capogruppo consiliare di maggioranza Emanuele Di Cara, 49 anni, l'ispettrice capo della Polizia locale Carmela Bartolone, 62 anni e l'ausiliario del traffico Carmelo La Rocca, 53 anni, mentre al consigliere di maggioranza Pippo Bondì, 57 anni, è stato applicato il divieto di dimora a Forza d'Agrò. Nessuna misura, dunque, per l'ispettore capo Orazio Maccarrone (in pensione da oggi), per il quale la sostituta procuratrice Francesca Bonanzinga della Procura della Repubblica peloritana aveva chiesto gli arresti domiciliari ma la gip Ornella Pastore ha rigettato la richiesta in quanto non sono stati ritenuti sussistenti i gravi indizi in ordine al reato di associazione a delinquere, mentre con riferimento agli altri capi di accusa non è stato ritenuto di disporre alcuna misura cautelare. Il provvedimento è stato eseguito prima dell'alba dai carabinieri della Compagnia di Taormina, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Messina. Gli indagati sono complessivamente 72. Ad assistere i destinatari delle misure cautelari sono gli avvocati Tommaso Autru Ryolo, Francesco Gazzara, Fabio Di Cara, Corrado Rizzo, Bonaventura Candido, Massimo Brigandì, Renzo Briguglio e Ilaria Intelisano, che adesso potranno ricorrere al Tribunale del Riesame per impugnare le misure. Agli indagati sono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. L’accusa contesta al sindaco Miliadò, rieletto nel 2024, di essere promotore, organizzatore e capo dell’associazione per delinquere, agli operatori della Polizia locale, quali accertatori anagrafici, di aver attestato falsamente l’effettiva dimora dei nuovi richiedenti la residenza, mentre a Di Cara e Bondì, entrambi candidati della lista elettorale “Insieme” a sostegno del candidato sindaco, di aver messo a disposizione abitazioni e alberghi (Hotel Agostiniana) per nuovi residenti che avrebbero così acquisito il diritto al voto. «Le indagini svolte, che hanno fatto registrare il coinvolgimento anche di altre 67 persone - scrive la Procura - hanno permesso di ipotizzare l'esistenza di un sodalizio criminale dedito ad una serie indeterminata di falsi in atto pubblico, consistiti in numerose attestazioni di residenza mendaci, tese ad inquinare le elezioni dell'8 e del 9 giugno 2024, per il rinnovo del Consiglio comunale e la carica di sindaco del comune di Forza d'Agrò».



















