Articoli correlati
False residenze a Forza d’Agrò, revocati gli arresti domiciliari e il divieto di dimora
di Redazione | oggi | CRONACA
di Redazione | oggi | CRONACA
1358 Lettori unici
I cinque indagati tornano liberi
Arrivati oggi i verdetti del Tribunale del Riesame sull’inchiesta false residenze a Forza d’Agrò, in particolare in merito all’ordinanza di custodia cautelare che l’1 aprile ha fatto scattare gli arresti domiciliari per il sindaco Bruno Miliadò, il capogruppo di maggioranza Emanuele Di Cara, l'ispettrice capo della Polizia locale Carmela Bartolone e l'ausiliario del traffico Carmelo La Rocca, mentre al consigliere di maggioranza Pippo Bondì è stato applicato il divieto di dimora in paese. Il collegio presieduto da Maria Vermiglio, con a latere Letteria Silipigni e Antonino Aliberti, dopo le udienze di lunedì scorso e di questa mattina, ha accolto nel pomeriggio le istanze presentate dai legali difensori, gli avvocati Tommaso Autru Ryolo, Francesco Gazzara, Fabio Di Cara, Massimo Brigandì, Renzo Briguglio, Bonaventura Candido e Corrado Rizzo, e ha revocato tutte le misure cautelari personali, ossia gli arresti domiciliari per Miliadò, Di Cara, Bartolone e La Rocca e il divieto di dimora in paese per Pippo Bondì. Per il collegio, dunque, non vi sono le esigenze cautelari ritenute sussistenti dalla giudice per le indagini preliminari Ornella Pastore. Le motivazioni dell’ordinanza del Tribunale del Riesame si conosceranno entro 45 giorni. Con la revoca delle misure cautelari cessa la sospensione dalla carica per il sindaco Miliadò e i consiglieri di maggioranza Di Cara e Bondì, disposta dalla prefetta di Messina l’1 aprile in applicazione della Legge Severino: dunque nelle prossime ore la Prefettura emetterà il provvedimento di revoca della precedente disposizione essendo venuta meno la causa di sospensione di diritto dalle cariche. I cinque sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al falso in atto pubblico perché secondo l'accusa avrebbero alterato l'esito delle elezioni, vinte da Miliadò con 40 voti di scarto, in quanto secondo le indagini condotte dai Carabinieri su 96 richieste di residenza 59 sarebbero false. Il commento dell’avvocato Candido
«Quale difensore del sig. Bondì Joseph, consigliere del Comune di Forza d’Agrò e noto imprenditore del settore turistico, esprimo la mia massima soddisfazione per il provvedimento - ha commentano con una nota l’avvocato Candido - appena emesso dal Tribunale con il quale i giudici del Riesame, all’esito della discussione del 20 aprile in accoglimento del ricorso della difesa, hanno annullato l’ordinanza cautelare personale inflitta al mio assistito dal Gip dott.ssa Ornella Pastore in data 1 aprile, all’esito del previo interrogatorio durante il quale le difese erano state del medesimo tenore di quelle rappresentate al Tribunale del Riesame. In esito a questo provvedimento Bondì rientra nel pieno delle funzioni di consigliere comunale e libero da qualsiasi vincolo cautelare. Attendiamo il deposito delle motivazioni che, a nostro giudizio, non potranno che offrire ulteriori spunti difensivi per l’eventuale (non auspicato) prosieguo del procedimento nei confronti del Bondì». Soddisfazione è stata espressa anche dagli altri legali difensori, che sin da principio hanno ritenuto non vi fosse l'esigenza di applicare agli indagati le misure cautelari disposte dal Tribunale.



















