Lunedì 12 Ottobre 2026
Non luogo a procedere deciso dal Tribunale. La vicenda legata ad una lite tra cittadini


Forza d'Agrò, nessun processo per l'impiegato comunale accusato di falsa testimonianza

di Andrea Rifatto | oggi | CRONACA

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Un episodio che risale al 2019

Non andrà a processo il dipendente del Comune di Forza d’Agrò finito sotto inchiesta lo scorso anno con l’accusa di falsa testimonianza. La giudice Adriana Sciglio del Tribunale di Messina ha dichiarato il non luogo a procedere, in udienza predibattimentale, nei confronti di Antonino Costa, impiegato dell’Ufficio tecnico, perchè gli elementi acquisiti non consentono una ragionevole previsione di condanna. La citazione diretta era stata disposta il 20 giugno 2025 dal sostituto procuratore Fabrizio Monaco perchè Costa, secondo l’accusa, deponendo nel maggio 2024 come testimone davanti al giudice di pace nel giudizio a carico del cittadino Giuseppe Carciotto, «taceva quanto a sua conoscenza e dichiarava il falso, riferendo di non avere assistito ad alcun contatto fisico il 30 maggio 2019 presso gli uffici del Comune di Forza d'Agrò, tra Carciotto Giuseppe e Muscolino Pietro». Costa, difeso dall’avvocato Fabio Di Cara, ha sempre riferito di non aver mai assistito allo scontro fisico.

La giudice ha rilevato che «il materiale probatorio si esaurisce nelle dichiarazioni rese dalla persona offesa, che sebbene possano costituire anche l’unica fonte di prova della responsabilità dell’imputato, non può sottovalutarsi che la ricostruzione dei fatti offerta dal Costa, escusso quale testimone neutro, risulta smentita solo dall’opposta versione offerta dal Muscolino, parte lesa della presunta aggressione e in quanto tale portatrice di uno specifico interesse personale. Nonostante le presunte contraddizioni segnalate dalla polizia giudiziaria - si legge ancora in sentenza - Costa ha sempre reso una versione coerente, riferendo di non aver mai assistito allo scontro fisico. È evidente, pertanto, che non sussistendo le ragioni per accreditare la bontà di una ricostruzione rispetto all’altra ovvero per privilegiare la ricostruzione della persona offesa a discapito di quella dell’imputato non può che concludersi che gli elementi acquisiti non consentono una ragione vuole previsione di condanna».  Contro la sentenza è stato proposto appello dall’avvocato Nunzio Rosso, legale di Muscolino. 


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