Lunedì 21 Settembre 2020
Chiuso il processo di primo grado sul crack dell'azienda di commercio e macellazione


Fallimento della "Meridionale Carni" di Santa Teresa, inflitte tre pesanti condanne

di Andrea Rifatto | 21/05/2020 | CRONACA

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Il processo era iniziato a fine 2015

Si è chiuso con tre pesanti condanne il processo di primo grado sul fallimento della “Meridionale Importazioni”, azienda di Santa Teresa di Riva attiva nel settore del commercio di carne ed animali vivi e macellazione, avvenuto nel 2012. I giudici della Seconda Sezione penale del Tribunale di Messina hanno condannato Giuseppe Salvatore Zagami a 9 anni di reclusione, il fratello Massimo a 4 anni e 6 mesi e la madre Concettina Cacciola a 5 anni: per tutti e tre è stata disposta inoltre l’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e l’incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata della pena principale e per Giuseppe Zagami e Concettina Cacciola l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, limitata a 5 anni per Massimo Zagami. Concettina Cacciola e Massimo Zagami sono stati assolti da un capo di accusa con la formula per non aver commesso il fatto. L’inchiesta venne avviata nel 2013 dalla Procura peloritana e dalla Guardia di Finanza di Taormina, secondo i quali quel crack sarebbe stato pilotato, e culminò nella primavera del 2015 con l’esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, ricettazione ed infedeltà patrimoniale: secondo gli inquirenti vi furono anomalie contabili e gestionali nelle aziende di Giuseppe Zagami, evidenziate dal curatore fallimentare, e sarebbero stati sottratti a tassazione oltre 83 milioni di euro di base imponibile ed oltre 5 milioni di euro di Iva dovuta, tramite imprese costituite con l’unico scopo di accumulare debiti, prevalentemente fiscali, per essere poi destinate al fallimento una volta che l’attività economica era stata trasferita ad una nuova società. Compagini societarie formate, principalmente, dagli stessi familiari che si alternavano nel ruolo di amministratore sebbene la gestione di fatto fosse sempre effettuata da Giuseppe Zagami. La Guardia di Finanza sequestrò inizialmente quattro aziende, ”Alcantara Carni", "G.Z. Com. Best. Srl", "Centro Sud Carni" e "G.Z. Immobiliare”, quote societarie, veicoli, immobili e disponibilità finanziarie e anche 105 bovini e 35 ovini.


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