Lunedì 06 Febbraio 2023
I legali attendono la decisione del Gip. Provvedimento della Città metropolitana


Cricca degli incidenti, i 7 arrestati ancora ai domiciliari. Sospeso il comandante Triolo

di Andrea Rifatto | 17/12/2021 | CRONACA

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Il comandante Antonino Triolo

Sono ancora ristretti ai domiciliari i sette arrestati il 9 dicembre scorso dai Carabinieri della Compagnia di Taormina al culmine delle indagini sulla “cricca degli incidenti”. Le misure cautelari sono state emesse dal Gip Maria Militello nei confronti di Antonino Triolo, 63 anni, comandante della Polizia metropolitana di Messina; Alessandro Molteni, 52 anni, comandante della Polizia locale di Letojanni; Santo Triglia, 57 anni, ispettore capo dei Vigili letojannesi; Elisa Molteni, 25 anni, figlia del comandante; Gaetana Cardile, 47 anni, moglie di Triglia; Antonino Navarria, 50 anni, amministratore della "Sos Strade Srl" di Mascalucia e Andrea Lo Conti, 40 anni, titolare della ditta "La Car" di Santa Teresa di Riva. I sette sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o in autorizzazioni amministrative, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e fraudolento danneggiamento dei beni assicurati. Gli indagati sono stati interrogati lunedì dal Gip Militello, che fino ad oggi non si è espresso sulle istanze di revoca degli arresti domiciliari presentate dai legali difensori, gli avvocati Carmelo Scillia (che assiste i Molteni, Triglia e Cardile), Salvatore Garufi (per Triolo) e Massimo Principato (per Lo Conti), mentre Navarria è difeso da due legali catanesi. Al centro della vicenda le attività svolte dalle ditte specializzate che ripristinano le strade dopo gli incidenti, che si rivalgono poi nei confronti della compagnia assicurativa del responsabile del sinistro purché quest'ultimo sia identificato. Ed è in tale ricerca, secondo le accuse mosse dalla Procura della Repubblica di Messina, che gli indagati hanno dato vita ad un’associazione a delinquere in cui Molteni e Navarria ricoprivano il ruolo di capi, sfruttando il primo la sua posizione di comandante e avvalendosi dello schermo societario della società di recupero crediti, formalmente intestata alla figlia, mentre Navarria, grazie al suo carisma e ai suoi ‘doni’, è riuscito ad inserirsi in molti settori della Pubblica Amministrazione; Triolo, grazie al suo ruolo di comandante provinciale e alla sua influenza su tutto il territorio metropolitano, per l’accusa avrebbe dato un apporto significativo alla compagine associativa, mentre Triglia, Cardile e Lo Conti avrebbero svolto il ruolo di partecipi, fornendo il loro contributo alla realizzazione del programma criminoso.

Intanto oggi la Città metropolitana di Messina ha sospeso dal servizio il comandante Antonino Triolo, con un provvedimento firmato dalla dirigente dei Servizi Generali e Politiche di Sviluppo Economico e Culturale Anna Maria Tripodo, su proposta del responsabile del Servizio Gestione Giuridica del Personale Felice Sparacino. Palazzo dei Leoni ha preso atto della notizia diffusa il 9 dicembre e dell’ordinanza di custodia cautelare, con il “coinvolgimento nel sodalizio del responsabile della Polizia Metropolitana di Messina”, accusato in particolare dei reati di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o in autorizzazioni amministrative, per aver consentito alla Sos Strade - secondo gli inquirenti - di avere il monopolio nel servizio di ripristino sulle strade provinciali mediante chiamata diretta, attivandosi per ottenere in favore di tale società i dati e i documenti necessari per consentire il recupero del compenso per i vari interventi, nonché redigendo moduli d’intervento falsi per consentire la liquidazione dei costi d’intervento, in cambio di varie utilità, consistenti in piccole regalie (quali una macchinetta del caffè, un telefono cellulare e mobili per l’ufficio) e nella promessa dell’assunzione della figlia. La dirigente della I Direzione ha chiesto il giorno dopo alla Procura peloritana il provvedimento di restrizione del dipendente e in attesa che venga trasmesso è stato ritenuto necessario sospenderlo dal servizio, ai sensi del contratto collettivo nazionale comparto Funzioni Locali, che recita come “il dipendente che sia colpito da misura restrittiva della libertà personale è sospeso d’ufficio dal servizio con privazione della retribuzione per la durata dello stato di detenzione o comunque dello stato restrittivo della libertà”. Dunque per Triolo è scattata la sospensione con privazione della retribuzione, comunque già sospesa in via cautelare, nei limiti di legge, a far data dal 9 dicembre. La determina è stata trasmessa alla Direzione Servizi Finanziari e Tributari-Servizio Gestione Economica del Personale, al comandante della Polizia metropolitana, al sindaco metropolitano, alla commissaria straordinaria e alla segretaria generale.

Più informazioni: cricca incidenti  


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