Domenica 29 Marzo 2020
Indagato anche l'ex sindaco Stancanelli. Tra il 2009 e il 2011 nascosta una mole di debiti


Comune di Catania, 20 avvisi di garanzia per bilanci falsi

18/09/2014 | CRONACA

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Stratagemmi per evitare la dichiarazione di dissesto finanziario

Venti avvisi di garanzia sono stati notificati dalla Procura della Repubblica di Catania, a conclusione di specifiche indagini svolte dai finanzieri del Comando Provinciale etneo, a 20 amministratori e dirigenti pro-tempore del Comune di Catania. Gli avvisi all’indagato della conclusione delle indagini preliminari, in ordine al reato di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici, sono stati emessi dal procuratore aggiunto, dott. Michelangelo Patanè, e dal sostituto procuratore, dott.ssa Alessia Minicò. In particolare, a tutti gli indagati, viene contestato di aver concorso, a vario titolo, a dissimulare la reale situazione economico-finanziaria del Comune di Catania, alterando talune poste dei bilanci degli anni 2009, 2010 e 2011, allo scopo di evitare la dichiarazione dello stato di dissesto finanziario dell’Ente locale e lo scioglimento del Consiglio comunale. Interessati dall’avviso di garanzia sia il sindaco del tempo, Raffaele Stancanelli, che gli assessori pro-tempore al Bilancio Roberto Bonaccorsi e Gaetano Riva, e il responsabile di allora della Direzione Ragioneria generale del Comune, Giorgio Santonocito. Gli altri indagati hanno tutti svolto, in quegli anni, le funzioni di dirigenti del Comune etneo. Si tratta, in particolare, di Pietro Belfiore, direttore della Direzione Sviluppo Attività Produttive e Turistiche – Partecipate; Biagio Lipera, direttore della Direzione Sviluppo Attività Produttive e Partecipate; Marco Petino, a capo della Direzione Patrimonio, Espropriazione, Provveditorato ed Economato; Orazio Palmeri, che guidava la Direzione Patrimonio, Provveditorato ed Economato; Valerio Ferlito, Direttore Risorse Umane ed Organizzazione – Controllo di Gestione; Annamaria Li Destri, a capo della Direzione Ecologia ed Ambiente; Alessandro Mangani, direttore del Corpo di Polizia Municipale; Nunzio Pastura, direttore Settore Lavori Pubblici e Manutenzioni; Maria Luisa Areddia, direttore Lavori Pubblici e Manutenzioni, SS.TT., Servizi Cimiteriali; Gabriella Sardella, alla guida della Direzione Urbanistica e Gestione del Territorio); Roberto Politano, direttore della Direzione Sviluppo Attività Produttive; Augusta Manuele, a capo della Direzione Pubblica Istruzione; Paolo Italia, direttore Settore Pubblica Istruzione; Giovanni Tomasello, direttore della Direzione Manutenzione e Servizi Tecnici; Corrado Persico, direttore della Direzione Politiche Sociali e per la famiglia); Salvatore Costanzo, direttore della Direzione Cultura.

Nel corso delle indagini i militari del Nucleo di Polizia tributaria di Catania hanno proceduto, su delega dell’autorità giudiziaria, all’acquisizione di un’ingente mole di documentazione presso vari uffici del Comune nonché presso le sedi delle principali aziende dallo stesso partecipate. Nel contempo, allo scopo di svolgere una compiuta analisi della documentazione acquisita, tenuto conto della specificità delle regole di contabilità previste dal Testo Unico Enti Locali, la Procura ha nominato, quale consulente tecnico, un professore ordinario di Economia ed Amministrazione delle Aziende Pubbliche presso l’Università degli Studi di Palermo.

L’esame svolto ha consentito di evidenziare significative anomalie nella formazione e nell’approvazione dei documenti contabili in argomento, con specifico riferimento all’ appostamento in bilancio di ingenti quote di “residui attivi” risalenti nel tempo e di dubbia esigibilità, per un importo complessivi di oltre 270 milioni di euro; “debiti fuori bilancio” per oltre 78 milioni di euro, la cui certezza in ordine alla manifestazione finanziaria avrebbe dovuto indurre l’Amministrazione comunale all’individuazione delle necessarie coperture; disallineamenti contabili emergenti tra i valori iscritti in bilancio dall’ente locale controllante (Comune di Catania) rispetto a quelli rilevati nei bilanci delle società partecipate per circa 34 milioni di euro; classificazione di somme, pari a circa 20 milioni di euro, nell’ambito di voci di bilancio dalle quali non emergeva la loro natura di passività.

Più informazioni: comune di catania  raffaele stancanelli  


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