Mercoledì 19 Gennaio 2022
Attenuate le accuse nel confronti dell'uomo, arrestato a maggio e adesso liberato


Castelmola, sparò una fucilata al nipote ma non fu tentato omicidio: condannato 63enne

di Andrea Rifatto | 14/01/2022 | CRONACA

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Alla base del gesto un litigio per futili motivi

È arrivata una condanna per l’episodio di cronaca avvenuto poco meno di un anno fa a Castelmola, quando dopo un litigio un uomo esplose un colpo di fucile all’indirizzo di un familiare ferendolo in varie parti del corpo. A processo era finito Antonino Talio, 63 anni, accusato di tentato omicidio, aggravato dai futili motivi e dall’uso di un’arma, nei confronti del nipote Salvatore Talio, di dieci anni più giovane. La Prima Sezione penale del Tribunale di Messina (presidente Claudia Misale, a latere Rita Sergi e Alessandra Di Fresco) ha ritenuto adesso Antonino Talio colpevole del reato di lesioni con arma, derubricando dunque l’accusa e non accogliendo la richiesta di condanna ad otto anni di reclusione per tentato omicidio avanzata dal pubblico ministero Anna Maria Arena, condannandolo invece ad un anno e due mesi di reclusione, con pena sospesa e non menzione, ordinando anche l’immediata scarcerazione dell'imputato, agli arresti domiciliari dal momento del fatto. Premiate, quindi, le tesi dei legali difensori, gli avvocati Davide La Rosa e Giuseppe Valentino, che anche sulla scorta degli accertamenti balistici svolti dal loro consulente, l’ingegnere Rodolfo Urbani, il quale ha contestato le risultanze della relazione del Ris dei Carabinieri, hanno dimostrato come il Talio non sparò con l'intenzione di colpire e tanto meno di uccidere, ma esplose il colpo solo a fini intimidatori. Il fatto, accaduto in contrada Ziretto a Castelmola, risale all’1 maggio dello scorso anno quando Talio, dopo un litigio con il nipote legato all’utilizzo da parte di quest’ultimo di un rubinetto dell’acqua ubicato nel giardino condominiale ma collegato ad una utenza intestata allo zio, esplose un colpo di fucile all'indirizzo del più giovane, attingendolo con alcuni pallini alla spalla destra, al bicipite destro e all’orecchio destro, provocando modeste escoriazioni della cute giudicate guaribili una prognosi di sette giorni. Lo zio venne quindi arrestato dai Carabinieri della Stazione di Taormina poche ore dopo e ristretto ai domiciliari dal Gip Simona Finocchiaro, dopo aver fatto presente come non fosse sua intenzione uccidere il nipote ma solo intimorirlo e che il colpo di fucile fosse stato esploso verso terra e non all'altezza di parti vitali.


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