Sabato 07 Marzo 2026
Su sindaco, consiglieri e vigili pende la richiesta di misure cautelari. Indagati in 60


Case e alberghi a disposizione: ruoli e accuse del "sistema residenze" a Forza d'Agrò

di Andrea Rifatto | oggi | CRONACA

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Il centro storico del paese

Le persone presentavano richiesta, i “facilitatori” mettevano a disposizione immobili e hotel e gli operatori della Polizia locale accertavano il trasferimento, consentendo l’iscrizione delle liste elettorali. E il gioco era fatto. È il filo conduttore dell’inchiesta sulla false residenze a Forza d’Agrò, scaturita in occasione delle elezioni del 2024 e che ha portato la Procura a chiedere gli arresti domiciliari per il sindaco Bruno Miliadò, il capogruppo di maggioranza Emanuele Di Cara, il consigliere dello stesso gruppo Pippo Bondì e tre operatori della Polizia locale, accusati di associazione per delinquere finalizzata al falso in atto pubblico. Gli indagati dovranno comparire il 16 marzo, dalle 9.30, davanti la giudice per le indagini preliminari Ornella Pastore per gli interrogatori preventivi e solo dopo la giudice valuterà se vi siano i presupposti per applicare le misure cautelari chieste dalla sostituta procuratrice Francesca Bonanzinga, che ha coordinato l’inchiesta condotta dai Carabinieri della Compagnia di Taormina e della Stazione di Forza d’Agrò. I sei sono difesi dagli avvocati Fabio Di Cara, Antonino Gazzara, Bonaventura Candido, Renzo Briguglio e Massimo Brigandì. L’accusa contesta a Miliadò di essere promotore, organizzatore e capo dell’associazione, mentre gli altri partecipi si associavano tra loro per attuare una serie indeterminata di reati di falso in atto pubblico, collegati alle attestazioni dei falsi di residenza. In particolare i tre operatori della Polizia locale, quali accertatori anagrafici, avrebbero attestato falsamente l’effettiva dimora dei nuovi richiedenti la residenza, mentre Di Cara e Bondì, entrambi candidati della lista elettorale “Insieme” a sostegno del candidato sindaco Miliadò, avrebbero messo a disposizione abitazioni e alberghi (Hotel Agostiniana) per nuovi residenti che avrebbero così acquisito il diritto al voto. Il tutto, secondo la Procura, al fine di raccogliere voti per il sindaco poi rieletto, anche se nell’inchiesta sono coinvolti soggetti “bipartisan”.

Gli indagati sono in totale 60, di cui 42 presunti falsi residenti e altri 12 forzesi che li avrebbero agevolati, mettendo a disposizione gli immobili, dichiarando di aver accolto in casa i nuovi residenti o presentando materialmente la documentazione in municipio come delegati. Contestato anche il reato di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, in particolare ai vigili urbani accusati di aver accertato gli effettivi trasferimenti di residenza, concludendo con esito positivo i verbali e inducendo in errore il responsabile dell’Ufficio Anagrafe, che provvedeva all’iscrizione anagrafica dei 42 soggetti. Gli episodi sono contestati in 29 capi di imputazione, tra residenze accolte in abitazioni vetuste o non abitabili, prive di energia elettrica, casolari abbandonati, officine, sia in centro che nella frazione Scifì, e perfino in un lido balneare in area demaniale, privo delle condizioni di abitabilità e con i dichiaranti che secondo gli accertamenti in realtà vivevano nel Lazio. Emanuele Di Cara viene ritenuto tra gli istigatori e agevolatori per aver messo a disposizione alcuni immobili di sua proprietà, senza corrente e inabitabili, per far trasferire cinque persone, che però sono risultate dimorare in Romania, a Santa Teresa di Riva e altri comuni. Lo stesso Di Cara aveva trasferito la residenza in un’abitazione in abbandono e senza energia, mentre continuava a vivere a casa propria dove però risultavano residenti altri sei soggetti, che i carabinieri hanno accertato vivessero a Santa Teresa di Riva. In sette risultavano residenti (anche più persone nella stessa camera) all’Hotel Agostiniana di Bondì, altri quattro all’Hotel Souvenir gestito da Miliadò, ma risultavano dimorare altrove (Giardini Naxos, Graniti, Castiglione di Sicilia) e i loro nomi non erano stati comunicati al Portale Alloggiati.

Più informazioni: false residenze forza d'agrò  


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