Beccati a Santa Teresa i ladri delle mance: erano tornati sul "luogo del delitto"
di Redazione | 29/08/2025 | CRONACA
di Redazione | 29/08/2025 | CRONACA
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Uno dei furti in un bar di Santa Teresa
Sono stati beccati a Santa Teresa di Riva i “ladri delle mance”, la coppia che nelle ultime settimane ha colpito in parecchi locali pubblici tra Giardini Naxos e Messina rubando il denaro lasciato dai clienti nei salvadanai posti vicino alle casse. L’uomo sulla sessantina e la donna più giovane di lui sono tornati nella cittadina jonica e hanno tentato il colpo negli stessi locali già visitati recentemente, ma i gestori li hanno subito riconosciuti e fermati prima che potessero entrare in azione, dando l’allarme al 112. La coppia ha tentato di allontanarsi in auto lasciando il paese, ma giunta all’estrema periferia sud è stata intercettata e bloccata dai carabinieri della locale Stazione in piazza Antonio Stracuzzi, mentre erano in corso i preparativi per il concerto di Fedez. Per loro, entrambi catanesi, è scattata una denuncia a piede libero per il reato di furto aggravato e verrà chiesta alla Questura di Messina l’emissione del foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno, in uno o più comuni jonici o sull’intero territorio provinciale, considerata la pericolosità sociale e l’alta probabilità di reiterazione dei reati, circostanze che dovranno comunque essere confermate dopo l’attività istruttoria di competenza della Divisione Polizia Anticrimine della Questura. Il sistema adottato è stato quasi sempre lo stesso: uno distraeva con una scusa il banconista, l’altro afferrava il contenitore e una volta messo a segno il colpo si dileguavano, facendo perdere le loro tracce. Le indagini sono partite dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza dei locali presi di mira, dai quali è emersa che la modalità d’azione della coppia era quasi sempre la stessa: l’uomo entrava, seguito dalla donna che si posizionava più distante e con la scusa di chiedere delle informazioni, distraeva il titolare, consentendo al complice di prelevare i barattoli metallici ed occultarli sotto la camicia, guadagnando repentinamente l’uscita. Un gesto fulmineo, con la mano che si impossessava rapidamente delle mance, in qualche caso importi cospicui pari a diverse centinaia di euro, magari dopo aver consumato un caffè o un gelato come scusa. Furti che sarebbero stati commessi anche in altre province siciliane.