Domenica 06 Settembre 2026
Due catanesi bloccati dopo essersi spacciati per carabinieri e derubato una coppia


Anziani truffati a Limina: i dettagli sul raggiro e l'arresto e la decisione del giudice

di Andrea Rifatto | oggi | CRONACA

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La pattuglia con l'auto degli arrestati

Avevano contattata telefonicamente la moglie, spacciandosi per carabinieri, chiedendole di mostrare l’oro in suo possesso per evitare ripercussioni nei confronti di un congiunto, a seguito di una non meglio indicata rapina. È lo stratagemma utilizzato dagli autori della truffa del falso carabiniere messa in atto giovedì 3 settembre a Limina, ai danni di una coppia di anziani del posto. Truffa fortunatamente fallita, grazie all’intervento dei Carabinieri. A lanciare l’allarme è stato il marito della vittima, precipitatosi in caserma dopo la telefonata per riferire quanto stava accadendo: il militare di servizio si è subito recato nell’abitazione della coppia, sentendo le urla della donna alla quale era stata appena strappata di mano una borsa contenente i gioielli, notando un uomo che stava fuggendo a bordo di un’auto condotta da un complice. A quel punto il carabiniere ha “memorizzato” la vettura, una Dacia Sandero, e ha fermato un cittadino del posto che stava transitando in auto in direzione valle, salendo a bordo e iniziando a seguire a distanza il veicolo lungo la Strada provinciale 12, chiedendo nel frattempo rinforzi alla Centrale operativa della Compagnia di Taormina per bloccare tutte le possibili vie di fuga. Poco dopo il mezzo in discesa a tutta velocità è stato bloccato con l’ausilio di una pattuglia della Stazione di Sant’Alessio Siculo e di un equipaggio del Nucleo Radiomobile della Compagnia, che hanno sbarrato la strada alla Dacia all’ingresso del territorio alessese lungo la Sp 12, costringendo i due a scendere (uno si era nascosto dietro il sedile) e arrendersi. 

I militari hanno bloccato e tratto in arresto Giuseppe Tasco di 36 anni e Salvatore Rizza di 19 anni, entrambi di Catania, che tentavano di dileguarsi e non farsi individuare a bordo dell’autovettura. Ai due sono stati contestati i reati di truffa aggravata e furto con strappo e dopo l'arresto sono comparsi davanti al giudice del Tribunale di Messina, che ha convalidato gli arresti effettuati dai Carabinieri e ha applicato nei confronti di entrambi gli arresti domiciliari. La refurtiva è stata recuperata e riconsegnata alla donna liminese. I Carabinieri sottolineano come l’episodio confermi quanto sia importante che le vittime si rivolgano tempestivamente alle Forze dell’ordine, favorendo interventi immediati e efficaci per tutelare anziani e persone vulnerabili.  Come più volte sottolineato dai Carabinieri in occasione degli incontri informativi organizzati su questo tema, le Forze dell’ordine, non si rivolgono mai ai cittadini chiedendo denaro o preziosi per il pagamento di presunte cauzioni. Pertanto, qualora giungano telefonate di tale tenore, è fondamentale contattare subito il numero 112.


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