Martedì 02 Marzo 2021
La vittima, aggredita più volte, ha denunciato il clima di paura in cui viveva da tempo


Alì Terme, perseguita la madre e le estorce denaro: 43enne arrestata dai carabinieri

di Redazione | 13/02/2021 | CRONACA

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Immediato l'intervento dell'Arma

Ha costretto la madre, nel tempo, a cederle significative somme di denaro per soddisfare le proprie esigenze personali, non esitando a minacciarla ed aggredirla fisicamente, lanciandole contro degli oggetti qualora non fosse stata accontentata. È la pesante accusa contestata dai Carabinieri delle Stazione di Alì Terme a una donna di 43 anni, originaria di Fiumedinisi, arrestata per i reati di estorsione ed atti persecutori in esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura degli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Messina, su richiesta della Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini avviate dagli uomini dell’Arma su denuncia della vittima. Le attività investigative dei militari hanno permesso di ricostruire in tempi rapidi la vicenda e il clima di sottomissione e paura in cui versava la vittima, compreso lo stato di avvilimento e disagio in cui era stata costretta a vivere. La figlia, spinta dal bisogno di denaro, a fronte delle resistenze manifestate dalla madre, non ha esitato a compiere atti di indiscriminata sopraffazione, distruggendo mobili e suppellettili della casa, insultandola, denigrandola, tempestandola di telefonate e messaggi, cagionandole un perdurante stato di ansia e di profondo timore per la propria incolumità. I carabinieri della Stazione aliese, ai comandi del maresciallo Massimiliano Tarascio e coordinati dalla Procura, hanno ricostruito un quadro gravemente indiziario a carico della donna, che è stata quindi raggiunta dal provvedimento cautelare degli arresti domiciliari e trasferita in un’abitazione diversa rispetto a quella in cui vive la vittima. La Compagnia Carabinieri Messina Sud, attualmente guidata dal capitano Alessandra Giardino, evidenzia come tale risultato sia stato reso possibile dalla fiducia riposta dalla vittima nei confronti dell’Autorità giudiziaria e delle Forze dell’ordine, che ha consentito un rapido intervento a sua tutela: le denunce da parte delle vittime di violenza di genere e nei confronti di minori sono infatti di fondamentale importanza per gli organi deputati a perseguire tali tipologie di delitti, poiché conducono ad un immediato intervento in loro tutela. L'immediatezza della risposta della polizia giudiziaria si ricollega anche ad una specifica preparazione professionale nell’affrontare tali reati, sollecitata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina che ha stabilito precise modalità operative per giungere quanto più rapidamente possibile a tutelare tutte le vittime vulnerabili.


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