Mercoledì 20 Maggio 2026
Ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri dopo la denuncia della donna


Aggredisce e perseguita l’ex compagna a Giardini Naxos: arrestato un 51enne

di Redazione | oggi | CRONACA

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I carabinieri di Giardini Naxos lo hanno raggiunto a casa

L’ha tormentata a lungo arrivando anche a picchiarla, finché la donna ha detto basta e lo ha denunciato. Così per un uomo di 51 anni di Aci Sant'Antonio è scattato l’arresto per i reati di atti persecutori e danneggiamento, commessi a Giardini Naxos ai danni dell'ex compagna. I carabinieri della Stazione naxiota hanno eseguito nei suoi confronti, con il supporto dei militari della Stazione acese, un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Il provvedimento è scaturito da un'indagine avviata a seguito di una denuncia presentata dalla vittima, la quale ha segnalato che  dopo la sua scelta di interrompere la relazione, l'uomo aveva posto in essere una serie di condotte reiterate e minacciose, generando in lei un grave stato di ansia e di paura, oltre al fondato timore per la propria incolumità. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 51enne avrebbe tormentato la vittima con continue telefonate, pedinamenti e minacce di suicidio, anche esibendo la foto di una pistola.

In tale quadro, il 51enne avrebbe altresì attuato condotte diffamatorie e ritorsive, contattando i familiari della donna,  tra cui il figlio, con l'intento di isolarla e costringerla a riallacciare i rapporti. Tale situazione è poi degenerata nel mese di aprile quando l’uomo, in evidente stato di alterazione, di fronte all'ennesimo rifiuto della sua ex compagna, si è presentato nell'abitazione di quest'ultima e l’ha aggredita fisicamente, strappandole il telefono dalle mani e colpendola con uno schiaffo, per poi spintonarla ripetutamente fino a farla sbattere contro un armadio. La gravità degli episodi contestati ha così indotto il giudice a emettere il provvedimento restrittivo, anche al fine evitare la reiterazione del reato a tutela della vittima, condividendo l'impostazione della Procura che ha seguito il caso con il Gruppo di lavoro specializzato in tema di tutela delle vittime vulnerabili.


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