Lunedì 06 Aprile 2020
Sentenza per la vicenda del 2018 che ha causato danni permanenti all'agente


Aggredì ispettore della Polizia locale di Taormina, condannato 37enne di Giardini

di Andrea Rifatto | 11/10/2019 | CRONACA

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L'aggressione a Cacopardo (in maglia rossa)

È stato condannato a 5 anni e 2 mesi di reclusione Francesco Giacoppo, il commerciante 37enne di Giardini Naxos che il 14 maggio dello scorso anno ha aggredito l’ispettore Giuseppe Cacopardo della Polizia locale di Taormina. Oggi il giudice monocratico Maria Giuseppa Scolaro della Prima Sezione penale del Tribunale di Messina lo ha riconosciuto colpevole, al termine del giudizio di primo grado, dei reati di violenza e minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate, calunnia e porto abusivo di arma bianca. Il giudice lo ha inoltre condannato al pagamento di una provvisionale di 8mila euro a Cacopardo mentre per le altre parti civili, il vicecomandante della Polizia locale Daniele Lo Presti e il Comune di Taormina, il danno verrà quantificato in separata sede; il 37enne è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali liquidate in 2mila 500 euro oltre spese generali. La sentenza verrà depositata entro 45 giorni e oggi il giudice ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura a seguito delle dichiarazioni rese da Giacoppo in aula. L’uomo, difeso dall’avv. Antonio Bongiorno, rimane recluso nel carcere di Termini Imerese visto che fin qui sono state sempre rigettate le istanze di scarcerazione. Le parti civili sono state difese dagli avvocati Sara Lombardo, Alessandro Barbera e Fabio Di Cara.

La vicenda nasce il 14 maggio del 2018, quando poco prima delle 18 Cacopardo venne minacciato da Giacoppo all'esterno di un ristorante di via San Pancrazio, prima con un coltello a serramanico, poi colpito ripetutamente con degli schiaffi ed infine con un bicchiere di vetro che gli venne scagliato in viso per poi dileguarsi, procurandogli delle lesioni che ne determinarono un danno permanente del vitreo con riduzione di cinque decimi visus all’occhio sinistro e il parziale distacco del corpo vitreo. Una discussione nata per chiarire una vicenda relativa a un incidente che aveva coinvolto il 37enne, il quale lamentava di non aver potuto intascare il risarcimento a seguito dello schianto della sua auto contro un masso: risarcimento che a suo dire era stato bloccato in base al contenuto della relazione stilata da Cacopardo, al quale quella sera chiese di modificarla. A Giacoppo, inoltre, è stato contestato anche il reato di calunnia poiché, qualche giorno dopo l’accaduto, ha sporto denuncia per il reato di falso ideologico e violenza privata contro l’ispettore, fornendo una propria ricostruzione dei fatti denunciando di essere lui l'aggredito. Il pomeriggio dell’aggressione la vittima venne raggiunta poco dopo dal vicecomandante della Polizia locale, Daniele Lo Presti, che nell’immediatezza raccolse e pose sotto sequestro i cocci del bicchiere, recuperando successivamente anche il coltello che un collega di Cacopardo, l'ispettore Nino Raneri, era riuscito a sfilare al 37enne e che era rimasto nel locale, conservato in un armadio.

Le indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Taormina guidati dal capitano Arcangelo Maiello, sotto il coordinamento dal sostituto procuratore Antonella Fradà, portarono il 26 ottobre dello scorso anno all’arresto di Giacoppo, in esecuzione un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Determinanti furono le immagini del sistema di videosorveglianza, da cui fu possibile recuperare i fotogrammi che la Polizia locale consegnò agli inquirenti. I militari, anche grazie all’audizione di numerosi testi, hanno dettagliatamente ricostruito la dinamica dell’aggressione e il suo movente. L’ispettore Cacopardo, rimasto in ospedale per tre mesi e mezzo, ha subito un danno permanente con la perdita del 50% della vista da un occhio e dopo il rientro in servizio è stato costretto a lavorare in ufficio senza poter effettuare servizi esterni.


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