Venerdì 03 Dicembre 2021
Arrestato per i fatti di maggio, che hanno causato danni permanenti all'agente


Aggredì ispettore della Polizia locale a Taormina, in carcere 36enne di Giardini

di Andrea Rifatto | 26/10/2018 | CRONACA

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L'aggressione a Cacopardo (in maglia rossa)

È finito in carcere l’uomo accusato di aver aggredito un ispettore della Polizia locale di Taormina il 14 maggio scorso. Questa mattina i carabinieri della Compagnia taorminese hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Messina, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di Francesco Giacoppo, commerciante 36enne di Giardini Naxos, che deve rispondere dei reati di violenza e minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate, calunnia, detenzione e porto abusivo di arma bianca. L'uomo è stato condotto nella casa circondariale di Messina Gazzi. Il provvedimento restrittivo arriva al culmine di una complessa attività d’indagine avviata a maggio dal Comando di Polizia locale di Taormina e dall’Arma dei Carabinieri, quest’ultima delegata a condurre gli accertamenti sotto il coordinamento dal sostituto procuratore della Repubblica Antonella Fradà, i cui esiti hanno permesso di comprovare come il 36enne, già conosciuto alle Forze dell’ordine per altri precedenti, abbia usato minaccia e violenza nei confronti dell’ispettore della Polizia locale Giuseppe Cacopardo, al fine di costringerlo a compiere un atto contrario ai suoi doveri d’ufficio. Il pomeriggio del 14 maggio, poco prima delle 18, Cacopardo venne minacciato all'esterno di un ristorante di via San Pancrazio, prima con un coltello a serramanico, poi colpito ripetutamente con degli schiaffi ed infine con un bicchiere di vetro che gli venne scagliato in viso, procurandogli delle lesioni che ne hanno determinato un danno permanente del vitreo con riduzione di cinque decimi visus all’occhio sinistro e il parziale distacco del corpo vitreo, per poi dileguarsi. Una discussione, secondo gli investigatori, nata per chiarire una vicenda relativa a un incidente che aveva coinvolto il 36enne, il quale lamentava di non aver potuto intascare il risarcimento a seguito dello schianto della sua auto contro un masso: risarcimento che a suo dire era stato bloccato in base al contenuto della relazione stilata da Cacopardo, al quale quella sera chiese di modificarla.

A Giacoppo, inoltre, è stato contestato anche il reato di calunnia poiché, qualche giorno dopo l’accaduto, ha sporto denuncia/querela per il reato di falso ideologico e violenza privata contro l’ispettore, fornendo una propria ricostruzione dei fatti denunciando di essere lui l'aggredito. Il pomeriggio dell’aggressione la vittima era stata raggiunta poco dopo dal vicecomandante della Polizia locale, Daniele Lo Presti, che nell’immediatezza ha raccolto e posto sotto sequestro i cocci del bicchiere, recuperando successivamente anche il coltello che un collega di Cacopardo, l'ispettore Nino Raneri, era riuscito a sfilare al 36enne e che era rimasto nel locale, conservato in un armadio. Determinanti sono state le immagini del sistema di videosorveglianza, da cui è stato possibile recuperare i fotogrammi che la Polizia locale ha consegnato alla Procura. I carabinieri, guidati dal capitano Arcangelo Maiello, anche grazie all’audizione di numerosi testi, hanno dettagliatamente ricostruito la dinamica dell’aggressione e il suo movente, evidenziando anche la calunnia insita nella denuncia-querela sporta dall’indagato. L’ispettore Cacopardo, rimasto in ospedale per tre mesi e mezzo, ha subito un danno permanente con la perdita del 50% della vista da un occhio, come confermato dalla visita medica effettuata martedì scorso e dopo il rientro in servizio è stato costretto a lavorare in ufficio senza poter effettuare servizi esterni. Nei prossimi giorni sarà sottoposto a un’ulteriore visita a Palermo. 


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