Domenica 11 Aprile 2021
Due tecnici comunali e un imprenditore erano accusati di abuso d'ufficio e violazioni


Abusi edilizi a Forza d'Agrò, chiuso il processo con due assoluzioni e una prescrizione

di Andrea Rifatto | 20/03/2021 | CRONACA

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Una vicenda iniziata parecchi anni fa

Si è chiuso con due assoluzioni e una prescrizione il processo di primo grado su presunti abusi edilizi commessi a Forza d’Agrò, per i quali erano imputati l’ex responsabile dell’Ufficio tecnico, l’ingegnere Pietro Mifa e l’attuale dirigente, l’architetto Sebastiano Stracuzzi, oltre all’imprenditore Giuseppe Carullo. Il collegio della Prima Sezione penale, presieduto dal giudice Claudia Misale, ha assolto Mifa e Stracuzzi dall’accusa di abuso d’ufficio perchè il fatto non è previsto dalla legge come reato, in seguito alla depenalizzazione introdotta di recente con la modifica dell’articolo 323 del Codice penale, mentre per Carullo, chiamato a rispondere di violazioni in materia edilizia, è stata pronunciata sentenza di non doversi procedere per prescrizione. L’accusa aveva chiesto per i due tecnici del Comune la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione. Pietro Mifa e Sebastiano Stracuzzi sono stati difesi dall’avvocato Rosario Trimarchi, Carullo dall’avvocato Salvatore Gentile. La Procura aveva contestato ai funzionari del Comune di aver rilasciato tra il 2012 e il 2013 tre concessioni e autorizzazioni edilizie in violazione delle normative urbanistiche e del Programma di Fabbricazione, procurando intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale ad alcuni cittadini. Dopo le indagini condotte dalla Sezione di polizia giudiziaria della Polizia municipale di Messina, avviate a seguito di due denunce, una anonima e un’altra presentata da Pietro Muscolino, il pubblico ministero Antonella Fradà aveva chiesto il rinvio a giudizio, disposto nell’ottobre 2017 dal Gup Tiziana Leanza. I tre capi di imputazione riguardavano un’autorizzazione edilizia concessa a Carullo per la realizzazione in piazza Cammareri, a servizio della pizzeria “Antichi Muri”, di una tettoia di circa 50 metri quadrati chiusa sui lati, una concessione edilizia in sanatoria rilasciata ai coniugi Domenico Lombardo e Giuseppina Gentile per realizzare un ristorante in un rustico in contrada Margi e un’autorizzazione edilizia concessa a Mario Gentile per il risanamento conservativo di un fabbricato in via Spitalio. Le indagini avevano evidenziato anche i rapporti di parentela tra la moglie di Carullo, cugina di secondo grado con l’architetto Stracuzzi e sorella dell’allora assessore Giuseppe Stracuzzi, mentre Giuseppina Gentile è cognata (sorella del marito) dell’allora presidente del Consiglio Melina Gentile, che è anche moglie di Mario Gentile.


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