Una spiaggia a metà e un lungomare incompleto: la difficile estate di Sant'Alessio
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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La spiaggia ricostruita dopo il ciclone
Riuscirà una sottile striscia di spiaggia a salvare la stagione balneare a Sant’Alessio Siculo? È quanto si chiedono cittadini e villeggianti, che nel primo weekend estivo hanno potuto “assaggiare” l’arenile ricostruito dopo la devastazione del ciclone Harry. Nei giorni scorsi sono stati completati i lavori di ripascimento artificiale eseguiti dal Comune, con il riversamento in mare di 25.000 metri cubi di sabbia prelevati dal torrente Agrò, per una spesa totale di 150.000 euro. Un intervento tampone che ha consentito di creare un minimo di spiaggia, anche se in alcuni punti (soprattutto al centro) lo spazio è davvero esiguo e permette appena di sdraiarsi al sole. Nelle zone sud e nord, invece, la spiaggia ha assunto una conformazione più ampia, grazie alle correnti e al Capo che protegge dell’azione dei marosi. Ma tutto ciò non può bastare per curare l’erosione costiera, un male che affligge il paese da 30 anni. Il Comune contava sul maxi ripascimento, previsto da anni, con l’impiego di 520.000 metri cubi di sedimenti provenienti dallo scavo della galleria Taormina della nuova linea ferroviaria a doppio binario Giampilieri-Fiumefreddo, ma Rete Ferroviaria Italiana non ha avviato l’intervento in quanto non è possibile riversare in mare le terre da scavo estratte tramite la talpa, poiché contengono additivi chimici utilizzati per rinforzare le gallerie. Un brutto colpo per la cittadina del Capo, perché una così grande quantità di sabbia avrebbe ricostruito un’ampia spiaggia. La speranza è ora riposta nei lavori di costruzione della nuova stazione di Taormina, da dove potrebbe arrivare la sabbia proveniente dai pozzi verticali scavati in modalità tradizionale. Ad una spiaggia ricostruita solo in parte, fa il paio un lungomare dove prevale l’incuria. L’Amministrazione ha disposto una serie di interventi per migliorare l’aspetto della litoranea, stanziando quasi 300.000 euro per il rifacimento di 200 metri di marciapiede lato mare tra le vie Antonio Musumeci e Domenico Costa, la sistemazione delle aree giochi, la piantumazione di nuove palme, la sistemazione della ringhiera e altri interventi, ma ad oggi solo alcuni lavori sono stati eseguiti, altri sono partiti in questi giorni e altri ancora sono in forte ritardo. Il risultato? Tratti di marciapiede sconnessi con pericoli per i pedoni, aiuole vuote con il rischio di caderci dentro, scale di accesso al mare senza ringhiere e sconnesse, spazi verdi trascurati tra erbacce e rifiuti, aree giochi ancora chiuse. All'estremità nord, dove sono stati realizzati lavori in somma urgenza per far fronte al crollo provocato dal ciclone, il marciapiede è stato ricostruit ma senza pavimentazione. «Abbiamo dovuto far fronte al ripascimento con fondi comunali, affrontando la burocrazia - afferma il sindaco Domenico Aliberti - l’intervento è stato giudicato come rischio residuo e non è stato ammesso come somma urgenza in seguito al ciclone e i tempi si sono allungati. Adesso ci stiamo attivando per garantire i servizi in spiaggia e sul lungomare, fino a pochi giorni c’erano ancora i camion che scaricavano la sabbia». Per ricostruire l’arenile ci sono due progetti di ripascimento per un totale di 3,8 milioni di euro, ma bisognerà trovare i fondi, sperando che nel frattempo il mare non divori quel poco che resta.













