Lunedì 23 Febbraio 2026
Incontro a Nizza: serve un cambio di prospettiva nella gestione del rapporto con la costa


Un piano strategico per salvare la costa jonica: bisogna dire addio ai lungomari "killer"

di Redazione | oggi | ATTUALITÀ

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Il tavolo della discussione a Nizza

Il ciclone Harry ha rappresentato senza dubbio una delle pagine più nere per la riviera jonica, ma si devono creare le condizioni per la realizzazione di un modello esemplare di recupero di tutto il versante costiero, capace di contemplare gli aspetti ambientali e il progresso per la comunità insediata. E bisogna fare strada all'ipotesi di un nuovo modo di abitare la costa, in armonia con il mare, che non é qualcosa da cui difendersi ma qualcosa con cui convivere. È quanto emerso dall’incontro “Quali prospettive per il fronte mare della riviera dopo Harry?”, svoltosi a Nizza di Sicilia su iniziativa dall’Amministrazione comunale, che ha riunito al tavolo esponenti del mondo scientifico provenienti dalle Università di Messina, Reggio Calabria, Catania-Siracusa e dal Politecnico di Torino, le professioni con gli Ordini di Geologi, Ingegneri e Architetti e il Collegio dei Geometri e Geometri laureati, gli amministratori dei comuni del comprensorio e alcuni Comitati spontanei di cittadini. I partecipanti hanno condiviso unanimemente la necessità di dover procedere uniti nella risoluzione dei problemi scaturiti dal ciclone e dalle relazioni scientifiche é emerso chiaramente che non sarà più possibile, nè opportuno, ripristinare i lungomari così com’erano. Dunque occorre un cambio di prospettiva netto nella gestione del rapporto con la linea di costa. I lungomari, così come li conosciamo, sono un retaggio del secolo scorso, costituiti da strutture rigide, in alcuni casi delle vere e proprie strade a scorrimento, con ampiezze notevoli. Il maggior killer delle spiagge - è emerso dall’incontro - sono proprio i lungomari, con le loro strutture che tentano invano di contrastare la forza del mare, ma che invece contribuiscono all’erosione. 

Occorrerà quindi ripensare gli attuali lungomari, restituendo più spazio alla spiaggia, trovando soluzioni alternative al sistema della mobilità esistente che attualmente grava proprio sulle strade costiere. Tra le soluzioni praticabili il declassamento dell’autostrada, che realizzando più punti di accesso nei comuni potrebbe diventare la tangenziale jonica, oppure destinare ad usi alternativi la linea ferroviaria storica e le ampie aree di stoccaggio ferroviarie ormai dismesse. Tutti i soggetti partecipanti all'incontro, vista la complessità dei temi, hanno manifestato la necessità di dover dare l'avvio ad un grande piano strategico per la riviera jonica, capace di ricomprendere al proprio interno i tanti aspetti tra loro interconnessi. Per la redazione del piano i soggetti presenti all’incontro hanno dato piena disponibilità, evidenziando che sarà importante che tale strumento nasca in stretta collaborazione con i cittadini della riviera, che sono i destinatari finali di qualunque operazione di trasformazione territoriale. I rappresentanti delle professioni hanno poi alzato l'asticella evidenziando che, vista la particolarissima condizione che caratterizza la costa orientale siciliana, e nello specifico l'ambito compreso tra i Capi Scaletta e Schisò, ci sarebbero le condizioni per una legge speciale capace di indirizzare gli studi e le necessarie risorse per questo territorio. 


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