Martedì 24 Marzo 2026
Un percorso che nasce dal basso e riguarda il futuro del territorio. Oggi primo incontro


Un nuovo modello per vivere nella zona jonica: nasce il Comitato per la CoProgettazione

di Redazione | oggi | ATTUALITÀ

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Irrera, Bonura e Mastroeni

Ripensare il modo in cui abitiamo e trasformiamo il territorio, perché gli eventi estremi come il ciclone Harry non sono semplici emergenze, ma segnali inequivocabili della fragilità del rapporto tra comunità umane e ambiente. Da questa consapevolezza nasce il Comitato per la CoProgettazione della Zona Jonica, promosso da un gruppo di cittadini con il contributo scientifico della prof.ssa Laura Saija e della dott.ssa Lucia Signorello dell’Università di Catania. L’obiettivo è avviare un percorso collettivo per immaginare e progettare il futuro della costa, superando decisioni calate dall’alto e logiche emergenziali. La presentazione è avvenuta nell’aula consiliare di Furci Siculo. Salvo Irrera, componente del Comitato, ha ricordato come il ciclone Harry abbia evidenziato la necessità di abbandonare i vecchi schemi decisionali: «È sotto gli occhi di tutti che le barriere rigide che rispondono all’idea di “difendersi” dalla natura hanno paradossalmente prodotto la fragilità delle nostre coste - ha evidenziato - riteniamo indispensabile rinaturalizzare il comprensorio a livello sociale, ambientale e produttivo e riappropriarsi di un modello virtuoso dell’abitare il territorio, in cui lo spazio non è una risorsa da estrarre e sfruttare, ma un valore da condividere e custodire». Serena Bonura ha illustrato la struttura tecnica del processo: «Il percorso si basa sul lavoro di progettisti professionali e facilitatori, con il supporto della prof.ssa Saija – ha spiegato – e i risultati attesi sono due: creare educazione e arrivare a un piano strategico condiviso».  

Il piano strategico metterà insieme Comuni, tecnici e Comitato, prevedendo anche progetti intermedi su fiumare, colline e viabilità. La durata prevista è di un anno e il percorso si articolerà attraverso incontri territoriali, tavoli tecnici e momenti di confronto. Letterio Mastroeni, referente territoriale di Plastic free e componente del Comitato per la CoProgettazione della Zona Jonica, ha evidenziato come al momento siano stati individuati 24 community leaders, creando così una rappresentanza in ciascun comune della zona jonica, da Giardini Naxos a Scaletta Zanclea. Il primo incontro territoriale si terrà oggi, alle ore 17.30, nell’aula consiliare di Furci Siculo: «Non parleremo di soluzioni ma del processo – anticipa Bonura - realizzeremo una mappatura di comunità per costruire una mappa condivisa dei problemi e dei valori del territorio. Il processo richiede risorse economiche e atti formali e per questo il Comitato chiederà ai Comuni l’accesso diretto ai fondi della democrazia partecipata. seguendo il caso esemplare del Comune di Giardini Naxos». Per il lavoro di approfondimento sugli atti amministrativi il Comitato per la CoProgettazione è supportato dall’associazione Parliament Watch, che attraverso l’Osservatorio “Spendiamoli Insieme” monitora l’utilizzo dei fondi per la democrazia partecipata in Sicilia e promuove buone pratiche di partecipazione civica.  

Come funzionerà il percorso 
Il processo, della durata di almeno un anno, si svilupperà attraverso incontri territoriali, laboratori tematici, tavoli di lavoro e momenti pubblici di restituzione. «È un percorso ambizioso - spiegano i promotori - ma necessario per superare la logica dell’emergenza e costruire un futuro più sicuro e sostenibile. I principi sono ascolto (raccogliere bisogni, criticità e visioni delle comunità), competenza (coinvolgere tecnici ed esperti), trasparenza (garantire incontri pubblici e condivisione dei risultati), collaborazione (costruire un dialogo stabile tra cittadini, istituzioni ed esperti). Il percorso mira a definire una visione condivisa per la fascia ionica, integrando sicurezza del territorio, tutela degli ecosistemi, economia locale e qualità della vita. L’obiettivo è elaborare un piano strategico con studi, linee guida e progetti cantierabiliUn’opportunità per tutta la comunità e l’importanza di un’ottica comprensoriale per permettere alle comunità di essere pronte ad affrontare eventi estremi che potranno ripetersi, perchè i territori più resilienti sono quelli che scelgono di progettare il proprio futuro e il valore del percorso emerge pienamente solo se si ragiona in un’ottica comprensoriale. Il mare non conosce confini amministrativi: non si tratta di “salvare” una spiaggia prima di quella accanto. O ci si salva insieme, o non ci si salva affatto. La partecipazione è il vero cardine del processo». Il Comitato invita cittadini, associazioni, scuole, tecnici e amministrazioni a prendere parte al percorso: «Partecipare significa essere protagonisti delle decisioni sul proprio futuro, intrecciando esigenze e idee diverse per costruire soluzioni che rispondano ai bisogni di tutti. È un percorso che nasce dal basso e che riguarda il futuro dell’intera riviera jonica». 


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