Torrente Agrò più sicuro con il... pavimento: cosa prevede il progetto e perchè - FOTO
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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I lavori di pavimentazione in corso
Una pavimentazione di colore bianco sta cambiando il volto ad un tratto del torrente Agrò, tra Santa Teresa di Riva e Sant’Alessio Siculo. Un intervento previsto dai lavori di sistemazione idrogeologica avviati lo scorso gennaio, finanziati al Comune santateresino dalla Regione con 2.900.000 euro di fondi Psc 2014-2020. Il progetto esecutivo, redatto dall’ingegnere Massimo Brancatelli e dall’architetto Benedetto Versaci della società “Orion Progetti Srls” di Capri Leone, prevede infatti anche il rivestimento del fondo dell’alveo in corrispondenza dei punti di maggiore criticità idrogeologica, ossia ponte ferroviario, ponte A18 e ponte in legno, con una pavimentazione in pietra calcarea costituita da blocchi dello spessore di 15 cm, larghezza di 40 cm e lunghezza variabile, tagliati e squadrati su tutte le facce. Un rivestimento sul quale sono stati sollevati diversi interrogativi. «Un intervento brutto e pericoloso - ha sostenuto due giorni fa il capogruppo di minoranza Nino Bartolotta - tutto ciò è quanto di peggio si potesse fare nell’alveo di un torrente già violentato dalla cementificazione degli Anni ’70, con la costruzione delle briglie. Le autorità locali e gli ambientalisti ne sono a conoscenza? Erano lavori opportuni? E perchè modificare l’assetto di un torrente cementificandolo in tempi in cui tutto è vietato?. Forse il progetto non prevede l'uso del cemento ma sul posto sembra tutto il contrario - ha aggiunto Bartolotta - basta fare il carotaggio per capire quanto cemento è stato utilizzato. Altrimenti a che serve tutto quel cemento accatastato sul cantiere? A prescindere dal cemento, bisogna capire se la pavimentazione del letto del torrente creerà danni ambientali ancora più gravi al ripascimento naturale della spiaggia che sta scomparendo». In cantiere sono presenti bancali di cemento Portland al calcare e calce idrata e dal progetto non si evince l’utilizzo conglomerato cementizio per alcun tipo di lavorazione. Le risposte sono contenute nel progetto, dove viene spiegato che «al fine di proteggere dall’erosione il fondo del torrente, in prossimità dei tre attraversamenti (ponte ferroviario, ponte A18 e ponte in legno), punti di maggiore criticità idrologica, si prevede la posa in opera di un rivestimento in pietra calcarea (inizialmente previsto in pietra lavica) per un totale di 9.200 metri quadrati, mentre per la difesa delle fondazioni di spalle e pile è stata prevista la realizzazione di una scogliera con massi naturali». Una lavorazione che non prevede l’impiego di cemento, in quanto a seguito del parere della Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali del 17 maggio 2021, in base al quale si esprimeva parere di assenso per la realizzazione degli interventi a patto che non venisse utilizzato l'uso di conglomerato cementizio sul corso d'acqua, è stato previsto l’utilizzo di materiali ecocompatibili quali malta idraulica a base di calce aerea con aggiunta di materiali pozzolanici, per la creazione di uno strato di allettamento dello spessore di 20 centimetri (steso sopra il tessuto non tessuto) sul quale viene posata la pavimentazione. Un progetto che ha ricevuto pareri e autorizzazioni da tutti gli enti competenti, finalizzata a ridurre il rischio idrogeologico e attuare una difesa del suolo. L’impresa “Effebi Soc. Coop.” di Reitano, esecutrice delle opere affidate nel 2022 con appalto integrato (progettazione e realizzazione) al “Consorzio Stabile InfraTech” di Sant’Agata di Militello, ha già realizzato i gabbioni metallici lungo le sponde, risagomato gli argini alla foce con la posa di massi ciclopici e posato i massi a protezione dallo scalzamento delle pile del ponte ferroviario, dell’autostrada A18 e dell’acquedotto e proseguirà con altri interventi nel tratto dalla foce fino alla zona poco più a monte del depuratore. A dirigere i lavori è l'ingegnere Giuseppe Lo Pò. Dallo studio idrologico-idraulico si evince che «per ridurre il rischio di esondazione, nelle varie sezioni è necessario intervenire con decespugliamento delle aree golenali e una riprofilatura dell’alveo mediante asportazione del materiale sovralluvionato, al fine di regolarizzare il fondo incrementando per quanto possibile le pendenze e aumentando così la velocità soprattutto in corrispondenza degli attraversamenti. L’intervento di riprofilatura ha comportato, seppur in maniera trascurabile, un abbassamento dell’alveo in corrispondenza delle sezioni ritenute più critiche. Inoltre a garanzia di una maggiore salvaguardia dall’erosione delle pile del ponte ferroviario, le stesse, in un intorno di circa 3 metri dal loro ingombro esterno, saranno protette mediante la posa in opera di massi di prima e terza categoria. Per tener conto di questi interventi è stato necessario modificare i valori del coefficiente di scabrezza di Manning per le aree golenali e per l’alveo inciso (adottando i valori 0,025 e 0.030). Tali provvedimenti, per quanto migliorativi, non hanno soddisfatto la verifica idraulica, dal momento che i fenomeni di esondazione hanno continuato ad interessare alcune sezioni dell’asta torrentizia. Pertanto per rendere efficace l’intervento, si è rilevata la necessità di intervenire ulteriormente con provvedimenti di rivestimento corticale delle porzioni di argini asportati dalle piene del torrente e rivestimento del fondo dell’alveo in corrispondenza dei punti di maggiore criticità idrogeologica. La nuova simulazione ha dato esito positivo sul dimensionamento dell’intervento: la conseguenza diretta dal punto di vista idraulico è il raggiungimento, rispetto allo stato di fatto, di elevate velocità di deflusso (superiori alla velocità critica), ovvero di altezze del pelo libero inferiori all’altezza critica, soprattutto in corrispondenza degli attraversamenti e delle opere trasversali suddette. In particolare il passaggio della corrente dalla condizione di corrente lenta nello stato di fatto, a corrente veloce nel progetto previene il deposito del materiale solido e quindi il sovralluvionamento del torrente».













