Giovedì 30 Luglio 2026
Provvedimento del Tribunale nella questione dell'area comunale da destinare a parcheggio


Terreno pubblico occupato a Santa Teresa: scatta il sequestro e c'è una persona indagata

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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L'area sottoposta a sequestro

Scatta il sequestro penale per il terreno comunale di Santa Teresa di Riva da adibire a parcheggio pubblico ma occupato da un privato. Il 28 luglio la Polizia locale ha eseguito un’ordinanza di sequestro preventivo emessa il 14 luglio dalla giudice per le indagini Alessia Smedile del Tribunale di Messina, su richiesta della sostituta procuratrice Roberta La Speme, nell’ambito del procedimento penale avviato dopo i sopralluoghi e le indagini condotte dagli agenti guidati dal comandante Diego Mangiò, che nei mesi scorsi hanno segnalato all’autorità giudiziaria l’occupazione illegittima parziale dell’area di via Candidati, acquistata dal Comune. Procedimento che vede indagato per il reato di invasione di terreni pubblici il 63enne santateresino che l’ha occupato, “perché, mediante la realizzazione di una recinzione con paletti in ferro e rete metallica - recita il capo d’accusa - invadeva arbitrariamente al fine di occuparlo il terreno in località Cantidati di proprietà del Comune di Santa Teresa di Riva», reato accertato il 16 giugno con condotta permanente. Il Gip, precisando che «in tema di sequestro preventivo non è necessario valutare la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a carico della persona nei cui confronti è operato il sequestro, essendo sufficiente che sussista il "fumus commissi delicti”, vale a dire la astratta sussumibilità in una determinata ipotesi di reato del fatto contestato, a prescindere quindi dalla riconducibilità del fatto-reato a responsabilità individuali, che dovranno essere oggetto di accertamento nel proseguo, mediante attività di indagine condotta nel rispetto delle garanzie difensive, ha riscontrato che lo stato di fatto segnalato e documentato anche tramite riproduzioni fotografiche integra allo stato il fumus del reato di occupazione abusiva, aggravato a fronte della palese destinazione ad uso pubblico del bene, incardinato nel patrimonio indisponibile dell’ente che lo ha acquistato per adibirlo a parcheggio. In merito al “periculum in mora”, il Tribunale ha ritenuto che «il pericolo che sul bene, ove lo stesso non sia sottoposto a cautela reale, si protragga ulteriormente l’illecita occupazione per fini privati e incongrui rispetto alla destinazione pubblica impressa, è certamente attuale dato che subito dopo le operazioni di pulizia, propedeutiche a realizzare l'infrastruttura per cui il bene è stato acquistato, i funzionari hanno personalmente apprezzato l’illecita occupazione per fini privati e incongrui rispetto alla destinazione pubblica impressa».

Dunque la Polizia locale ha delimitato l’area con nastro segnaletico e affisso i cartelli che informano sul sequestro preventivo della superficie occupata dal privato, pari a circa il 40% dei 4.270 metri quadrati complessivi. Nei giorni scorsi l’occupante ha liberato il terreno da automezzi e altri beni e attualmente insistono solo una tettoia in legno chiusa sui lati, adibita a ricovero di animali, e altri tettoie precarie in ferro e lamiera. La polizia giudiziaria, in sede di indagini, ha sentito i venditori precedenti proprietari dell’area, che hanno negato che qualcuno avesse mai esercitato sul terreno un possesso continuativo valido come titolo di acquisizione del diritto di proprietà, prima della vendita al Comune. Il sequestro è scattato dopo il fallimento della mediazione civile avviata per tentare di raggiungere un accordo e chiudere la vicenda, ma l’incontro tra il Comune e il cittadino, assistiti dai rispettivi legali, si è concluso con un nulla di fatto. Se l’occupante sostiene di avere il possesso ventennale di quelle particelle e sarebbe intenzionato ad avviare una procedura di usucapione per divenire proprietario, dal proprio canto l’Amministrazione comunale ritiene di essere proprietaria a pieno titolo della porzione occupata, acquistata insieme alla restante parte con rogito notarile del 19 dicembre 2025 al prezzo di 140.000 euro, e dunque considera indispensabile e urgente tutelare il patrimonio dell’ente ed esercitare ogni utile azione penale e civile volta alla restituzione, oltre ad avviare l’eventuale azione risarcitoria o cautelare-possessoria idonea a rientrare nel pieno possesso e disponibilità del bene, in quanto proprietario e titolare dello ius possidenti, oltre che parte offesa del reato di occupazione abusiva. Il Comune si costituirà in giudizio per ottenere il dissequestro e la restituzione del terreno occupato abusivamente e ha stanziato 6.000 euro per l’assegnazione dell’incarico legale. 


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