Sabato 27 Giugno 2026
Tanti cittadini risiedono nel Paese sudamericano e mantengono un forte legame con Limina


Terremoto in Venezuela, preoccupazione per 500 liminesi: il sindaco Ricciardi in contatto

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Edifici sventrati dal sisma

Tra i 150mila italiani che vivono in Venezuela, circa 500 sono cittadini originari di Limina, comune dal quale tra la seconda metà dell'Ottocento e il Novecento ci fu una forte emigrazione verso il Venezuela e gli Stati Uniti. Un legame viscerale quello tra il piccolo centro messinese e lo stato sudamericano, tanto che molti cittadini hanno la doppia cittadinanza e sono elettori iscritti all’Aire ed esercitano il loro diritto al voto in Italia in occasione delle consultazioni amministrative. Dopo il terremoto il sindaco di Limina, Filippo Ricciardi, nato proprio nella capitale Caracas, si è messo in contatto con le comunità liminesi dislocate sul territorio venezuelano, allo scopo di avere notizie sulle conseguenze generate dal sisma: «Ho contattato concittadini liminesi sparsi in ogni angolo della nazione - ci racconta - e per fortuna finora non mi giungono notizie relative a gravi conseguenze. Sto continuando a monitorare in lungo ed in largo tutte le zone dove mi risultano presenze, a partire da Caracas e tutta l’area metropolitana». Ricciardi ha sentito liminesi che vivono in altre città della zona centro-occidentale della nazione, come Valencia, Barquisimeto, Maracaibo, Trujillo, ma anche cittadini che risiedono nella parte orientale del Venezuela, in particolare Tucupita, Maturín, Ciudad Bolívar: «Ho avuto conferma che il terremoto ha provocato solo lievi danni alle strutture e fortunatamente non si registrano perdite umane - aggiunge il primo cittadino del borgo messinese - attendo conferme da alcuni connazionali che vivono sull’isola di Margarita, ma mi è stato detto che il sisma non ha colpito quella zona». 

Più di 3.000 italiani vivono nell’area più vicina all’epicentro del sisma e finora il Ministero degli Esteri ha confermato tre vittime italo-venezuelane (di cui un siciliano di Calascibetta), 5 feriti e 35 dispersi. L'Italia ha risposto inviando due voli militari da Pratica di Mare con circa 100 esperti italiani tra Vigili del Fuoco (squadre di ricerca e soccorso) e personale medico dell'Ares 118 Lazio. A Limina molta apprensione per le sorti dei cittadini che vivono in Venezuela, alcuni dei quali hanno parenti in Italia, ma secondo le informazioni raccolte dal sindaco non dovrebbero esserci feriti o dispersi. Limina oggi conta circa 700 abitanti residenti e l'emigrazione ha avuto un impatto enorme sulla comunità locale: molte famiglie liminesi si sono stabilite soprattutto nelle principali città venezuelane, mantenendo comunque fortissimi legami con il paese d’origine, e ancora oggi tante famiglie italo-venezuelane con origini a Limina vivono nei paesi della Valle d'Agrò. Negli ultimi anni, a causa della crisi venezuelana, alcuni discendenti sono tornati in Italia o si sono trasferiti in altri Paesi. Il culto di San Filippo d'Agira è uno degli elementi più sentiti dell'identità liminese e per mantenere il legame con gli emigrati che tornano in paese durante l’estate è stata istituita anche una festa estiva di San Filippo il 16 agosto, proprio per consentire ai liminesi residenti anche in Venezuela di partecipare alle celebrazioni. L’Amministrazione comunale di Limina continuerà anche nelle prossime ore a monitorare l'emergenza e raccogliere informazioni sui connazionali coinvolti.


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