Martedì 31 Marzo 2026
Notte da incubo sulla zona jonica per le forti raffiche che hanno superato anche 150 km/h


Tempesta di vento, danni e crolli: A18 chiusa e lezioni sospese in alcuni comuni - FOTO

di Redazione | 13/02/2026 | ATTUALITÀ

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Un albero crollato a Taormina

Nottata da incubo sulla zona jonica per la tempesta-bufera di vento che ha colpito il comprensorio, con raffiche della velocità anche superiore a 100 km/h e un picco di 158 km/h orari registrato a Fiumedinisi, dove il sensore di velocità del vento a 2 metri dal suolo della stazione Sias ubicata in contrada Reitana, ha registrato una raffica di 43,9 m/s, pari a 158 km/h. Si tratta del valore più elevato registrato dalla stazione dal 28 dicembre 2009, quando la stazione registrò una raffica di 50,1 m/s (180 km/h). Alberi sradicati, pali piegati, insegne crollate, cartelloni pubblicitari abbattuti e tetti scoperchiati sono i danni principali provocati dal vento, che ha costretto anche a chiudere l'autostrada A18 Messina-Catania tra gli svincoli di Giarre e Tremestieri, in entrambe le direzioni di marcia, per la presenza di alberi sulla carreggiata. Successivamente è stato riaperto il transito ma solo in direzione Messina e alle 9.30 la circolazione è stata ripristinata interamente. I Vigili del Fuoco sono al lavoro dalla notte per rimuovere gli ostacoli e ripristinare la viabilità. Interrotta la corrente elettrica in diversi comuni. Alberi abbattuti dal vento soprattutto sulle strade provinciali di collegamento con i comuni collinari e montani, dove sono al lavoro gli addetti della Città metropolitana di Messina. Gravi danni alla villa comunale di Taormina.

Scuole chiuse a Santa Teresa di Riva, Savoca, Furci Siculo, Roccalumera, Pagliara, Mandanici, Nizza di Sicilia, Fiumedinisi, Alì Terme, Alì, Itala e Scaletta Zanclea: la decisione è stata assunta dai sindaci questa mattina viste le condizioni meteorologiche e le difficoltà a spostarsi su autostrade e strade, ma alcuni studenti, docenti e componenti del personale scolastico avevano già raggiunto gli edifici scolastici e dunque hanno fatto rientro a casa.



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