Taormina, stipendi in ritardo all'Asm e scoppia la protesta: scontro sindacati-azienda
di Redazione | oggi | ATTUALITÀ
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De Luca il 24 dicembre: "Chi lavora va pagato"
Esplode la protesta all’Asm di Taormina per il mancato pagamento degli stipendi del mese di dicembre. A raccogliere le rimostranze dei lavoratori sono stati i sindacati Filt Cgil, Uil Trasporti, Ugl Autoferrotranvieri, Fit Cisl e Faisa-Cisal, che con due distinte note hanno contestato hanno stigmatizzato il comportamento della municipalizzata, evidenziando come nonostante i proclami tutti siano rimasti senza salario. Ieri sera, però, la situazione è rientrata e già da oggi arriveranno gli stipendi. «Non si tratta di ipotesi o timori, ma di una realtà concreta che colpisce direttamente centinaia di lavoratori e le loro famiglie - hanno scritto le prime tre sigle sindacali - una situazione che contrasta in modo clamoroso con il quadro rassicurante e ottimistico dipinto nei mesi scorsi dall’Amministrazione comunale e dal sindaco, che non hanno mai mancato di celebrare la presunta solidità economica dell’azienda in tutti i suoi comparti». Per il segretario provinciale Filt Cgil, Carmelo Garufi, «dopo mesi di narrazioni trionfalistiche sui risultati economici di Asm, i lavoratori devono fare i conti con una realtà ben diversa: stipendi non pagati e silenzi assordanti. Evidentemente, la tanto sbandierata solidità aziendale si ferma davanti all’obbligo più elementare di qualsiasi datore di lavoro: garantire il salario nei tempi dovuti. È inaccettabile che i dipendenti debbano vivere nell’incertezza dopo essere stati rassicurati per mesi». Sulla stessa scia Antonino Di Mento, segretario provinciale Uil Trasporti: «I lavoratori non possono pagare bollette, mutui o affitti con i comunicati stampa dell’Amministrazione - ha evidenziato - se i conti sono davvero così floridi come è stato raccontato, il non pagamento degli stipendi rappresenta un fatto gravissimo, che smentisce nei fatti la propaganda. La puntualità delle retribuzioni non è un’opzione né una concessione, è un diritto sacrosanto». Per Giuseppe Giallanza, segretario provinciale Ug Autoferrotranvieri, «non siamo di fronte a un semplice disguido tecnico, ma all’ennesima dimostrazione della distanza crescente tra i proclami politici e la realtà vissuta quotidianamente dai lavoratori. Le vere eccellenze non si misurano con gli slogan, ma con il rispetto puntuale degli impegni salariali, che oggi risultano palesemente disattesi». Le tre organizzazioni sindacali hanno chiesto un confronto immediato e risposte chiare da parte dell’azienda e dell’Amministrazione comunale, pretendendo il pagamento immediato degli stipendi e garanzie certe per il futuro: «In assenza di risposte rapide e concrete, non si escludono ulteriori iniziative di mobilitazione - hanno aggiunto - perché senza stipendi certi e puntuali, ogni racconto di successi economici si trasforma in una presa in giro ai danni di chi ogni giorno garantisce il servizio pubblico». Per Fit Cisl e Faisa-Cisal, intervenuti con i segretari provinciali Letterio D’Amico e Concetto Pirri, «è inaccettabile che un’azienda che rappresenta il motore operativo e il "fiore all’occhiello" del Comune di Taormina non onori la scadenza principale verso i propri dipendenti. Tale ritardo lede la dignità dei lavoratori - hanno evidenziato - che, con abnegazione, hanno garantito i servizi essenziali anche durante il picco di presenze del periodo festivo». Le due sigle hanno richiamato l'Amministrazione comunale «alle responsabilità politiche e morali più volte espresse pubblicamente dal sindaco Cateno De Luca, secondo cui "chi lavora va pagato”, diffidando Asm «a provvedere all’immediato saldo delle spettanze dovute entro e non oltre le prossime 48 ore» e annunciando di riservarsi di attivare ogni iniziativa di tutela legale e di indire lo stato di agitazione del personale, con conseguente attivazione delle procedure di raffreddamento presso la Prefettura». La risposta della municipalizzata La controreplica dei sindacati
Ieri pomeriggio il direttore generale Giuseppe Bartorilla ha definito meramente strumentali le note sindacali e replicato che «alla data odierna si è provveduto al pagamento delle spettanze dovute per il mese di dicembre 2025, che non è stato possibile onorare entro il 10 gennaio per semplici ragioni di natura tecnico-contabile legate al passaggio al nuovo anno», ricordando che come da accordi sono stati liquidati e pagati nei termini stabiliti i fringe benefits e che Asm «non ha mai considerato i dipendenti come meri numeri e li ha anzi sempre valorizzati ottemperando alle proprie obbligazioni, tra cui il puntuale pagamento degli stipendi. Pertanto - ha aggiunto Bartorilla - si ritiene di rispedire ai mittenti le illazioni mosse con l’auspicio che nel prosieguo tali inutili e anche dannose iniziative possano venire meno e possa instaurarsi un rapporto di cordialità e di serenità nell’interesse esclusivo dell’Azienda tutta, in particolare degli stessi lavoratori».
Filt Cgil, Uil Trasporti e Ugl Autoferrotranvieri hanno respinto con fermezza la definizione di “strumentali” attribuita alle richieste sindacali: «Sollecitare il rispetto delle scadenze retributive non è una forzatura - hanno scritto - ma l’esercizio di un preciso dovere sindacale e una legittima tutela del reddito dei lavoratori, soprattutto quando i pagamenti non avvengono nei tempi ordinariamente previsti. Il salario rappresenta un diritto fondamentale e una risorsa essenziale per affrontare le esigenze quotidiane delle famiglie. Pur comprendendo le difficoltà tecniche legate al passaggio d’anno richiamate dall’Azienda, ribadiamo che il pagamento delle retribuzioni deve costituire una priorità assoluta: eventuali criticità organizzative o amministrative non possono e non devono ricadere sui lavoratori. A rendere poco convincente la ricostruzione aziendale vi è inoltre un elemento oggettivo e documentato: la richiesta da parte di Asm Taormina alla Bper filiale di Taormina di un’anticipazione bancaria per l’anno 2026 pari a 1.250.000 euro, come risulta dalla determina aziendale n. 1 del 7 gennaio. Tale circostanza evidenzia la presenza di tensioni finanziarie che richiedono chiarezza e trasparenza, non rassicurazioni generiche o tentativi di minimizzazione. Giudichiamo inoltre inopportuni i riferimenti a presunte “illazioni” o a iniziative definite “dannose”: un confronto sindacale corretto deve fondarsi sul rispetto reciproco dei ruoli: chiedere spiegazioni su un pagamento avvenuto in ritardo non è un attacco, ma un atto di responsabilità verso chi quotidianamente garantisce il servizio. Confermiamo la propria disponibilità a mantenere relazioni sindacali improntate alla collaborazione e al rispetto, nel quadro del diritto dei lavoratori a ricevere informazioni chiare, corrette e tempestive e della necessaria puntualità nei pagamenti. Confidiamo pertanto che vengano adottate tutte le misure necessarie affinché simili ritardi non si ripetano nel corso dell’esercizio».












