Taormina, sì a maggioranza alle tariffe Asm e l'opposizione attacca: "Le casse sono vuote"
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Il parcheggio Porta Catania
Passa a maggioranza in Consiglio comunale a Taormina la rimodulazione delle tariffe dei parcheggi e della funivia proposta dal Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Servizi Municipalizzati e il nuovo statuto della stessa partecipata. In seconda convocazione è arrivato il via libera di sette consiglieri di maggioranza, dopo la seduta saltata il giorno precedente per mancanza del numero legale. In prima battuta, infatti, i gruppi di opposizione “Rinascimento Taormina” (Luca Manuli e Nunzio Corvaia, assente Maria Rita Sabato) e “Impegno civico per Taormina” (Marcello Passalacqua, Andrea Carpita e Lucia Gaberscek) hanno lasciato l’aula dopo avere chiesto alla maggioranza di ritirare e rinviare le delibere per consentire un esame più approfondito e un confronto con i gruppi consiliari e le categorie interessate. In venti minuti sono state approvate le due delibere riguardanti Asm con il sì di sette membri di maggioranza e l’assenza di tutti consiglieri di minoranza e da domani si avrà quindi un aumento delle tariffe di parcheggi e funivia per i non residenti, mentre per i taorminesi sono previsti sconti e riduzioni, aumentati ulteriormente nell’ultima seduta con un emendamento della maggioranza che riduce di circa il 15% il costo degli abbonamenti. Asm: «Servono importanti interventi migliorativi e di riqualificazione» Una manovra non condivisa dalle opposizioni Le contestazioni al nuovo Statuto
«Sono state previste importanti riduzioni per i residenti sia sulla sosta breve che sugli abbonamenti nei parcheggi Lumbi, Porta Catania e Mazzarò coperto - afferma Asm - con una riduzione percentuale fino all’80%, così come per il costo del biglietto della funivia Taormina-Mazzarò Isola Bella. Contestualmente sono state apportate modifiche alle tariffe per la sosta breve in tutte le strutture gestite da Asm ossia Lumbi, Porta Catania, Mazzarò coperto, nei parcheggi con strisce blu di Mazzarò scoperto e Porta Pasquale. Con l’adozione della nuova tariffazione, in cui è stata applicata la distinzione dei periodi di bassa e alta stagione, si è cercato di caratterizzare le strutture in base all’utilizzo, con l’obiettivo di privilegiare le due strutture più grandi, quali Lumbi e Porta Catania, favorendo coloro i quali prolungano la permanenza a Taormina con tariffe più aderenti alla sosta lunga e destinando invece il parcheggio Porta Pasquale principalmente come area a sosta breve, dove è stata prevista una differenziazione della tariffazione oraria in diurna e una più bassa per le ore notturne. Modifiche sono state apportate anche per le tariffe di funivia - prosegue la municipalizzata - il cui costo sarà di 8 euro per la corsa di sola andata e di 15 euro per la corsa di andata e ritorno: per i residenti il prezzo rimarrà invariato per la corsa di solo andata che viene confermato in 2 euro, mentre il biglietto di andata e ritorno costerà 3 euro anziché 3,50 euro. La decisione di ritoccare le tariffe è scaturita dal fatto che negli impianti devono essere effettuati importanti interventi migliorativi e di riqualificazione oltre che di adeguamento alle normative sulla sicurezza, non tralasciando la crescita esponenziale dei costi dei prodotti energetici che hanno determinato un sostanziale aumento non solo dell’energia elettrica ma anche dei costi di produzione dei materiali e dei ricambi destinati alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. Le modifiche tariffarie - conclude Asm - sono state adottate a seguito dell’effettuazione di una comparazione con gli impianti delle città turistiche più importanti d’Italia e risultano in linea con i prezzi applicati nei parcheggi delle località prese a campione.
«Le due delibere approvate dalla maggioranza sono le due facce della stessa operazione politica - esordiscono i gruppi consiliari “Rinascimento Taormina” e “Impegno civico per Taormina” - prima si aumentano parcheggi e funivia per recuperare denaro dagli utenti, poi si approva uno Statuto che riduce il controllo puntuale del Consiglio comunale sulle future decisioni di Asm. Il significato è evidente: l’Amministrazione De Luca presenta il conto della propria gestione a cittadini, lavoratori e visitatori e, contemporaneamente, sottrae al confronto consiliare una parte rilevante delle prossime scelte dell’Azienda. La maggioranza ha approvato gli aumenti senza sapere – o senza dire – quanto Asm preveda di incassare. Nella delibera non compare un solo numero sull’impatto economico complessivo della manovra, né viene spiegato in che misura le maggiori entrate dovrebbero incidere sugli equilibri dell’Azienda. Il Consiglio è stato chiamato a votare al buio, senza una variazione del Bilancio di previsiocane e senza disporre del Bilancio di esercizio 2025, che avrebbe dovuto essere approvato entro il 30 aprile 2026 e depositato entro il 31 maggio. Si aumentano quindi le tariffe prima di presentare un quadro aggiornato e completo dei conti. La revisione, inoltre, non costruisce una politica tariffaria organica, ma interviene soltanto su alcuni punti, lasciando irrisolti abbonamenti, pendolari, trasporto pubblico e coordinamento tra i diversi servizi. Il dato che la maggioranza non può nascondere è il crollo della cassa di Asm: in tre anni la disponibilità finanziaria si è ridotta di circa 3,5 milioni di euro: da circa 3 milioni di euro a fine luglio di tre anni fa, a circa 1 milione lo scorso anno, fino all’attuale ricorso all’anticipazione bancaria. Al 27 luglio i conti correnti risultano a saldo zero e Asm ha già utilizzato 510.283 euro di anticipazione. Non siamo davanti a una normale oscillazione finanziaria, ma al progressivo consumo della liquidità dell’Azienda durante gli anni dell’Amministrazione De Luca. Questi aumenti non sono una politica della mobilità e non sono una strategia turistica: sono una manovra di cassa resa necessaria dal deterioramento finanziario di Asm. Non si può coprire il risultato di questa gestione aumentando parcheggi e funivia - dichiarano i capigruppo Luca Manuli e Marcello Passalacqua - la delibera introduce aumenti rilevanti per parcheggi e funivia, in molti casi tra il 30 e il 50 per cento e con punte superiori al 150 per cento, dopo gli incrementi già approvati nel 2023. Non contiene una valutazione delle ricadute su turismo, operatori economici, pendolari e competitività della destinazione. Lo sconto per i residenti è stato utilizzato come diversivo politico. La maggioranza lo ha introdotto con un emendamento dell’ultimo momento, soltanto dopo che l’opposizione aveva evidenziato pubblicamente le criticità della proposta. Un correttivo limitato, che non cambia la natura della manovra e riguarda una voce dalla quale deriva appena l’1,5 per cento circa dei ricavi complessivi dei parcheggi. Si è concesso poco dove l’impatto sui conti è marginale, per tentare di nascondere aumenti molto più pesanti sul resto del sistema tariffario.
«Alla manovra tariffaria si affianca un nuovo Statuto che riduce sensibilmente le competenze e il controllo puntuale del Consiglio comunale - aggiungono i gruppi di minoranza - nel testo precedente, il CdA proponeva all’Aula i criteri generali per la determinazione e l’adeguamento delle tariffe e poteva applicare le singole tariffe soltanto sulla base dei criteri approvati dal Consiglio. Nel nuovo Statuto questo procedimento espresso scompare: per parcheggi, funivia e altri servizi non regolati non è più previsto uno specifico passaggio consiliare preventivo sui criteri e sulle singole tariffe, restando soltanto il più generale indirizzo sulle politiche tariffarie contenuto nel Piano Programma. La sequenza è politicamente gravissima: prima la maggioranza approva aumenti privi di una vera istruttoria economica, poi cancella dallo Statuto il procedimento che obbligava a riportare in Consiglio i criteri e le singole tariffe. Non è una semplificazione amministrativa: è una precisa scelta di concentrare le decisioni e ridurre il controllo democratico. Più soldi prelevati dalle tasche degli utenti, meno possibilità per il Consiglio di verificare e fermare le prossime operazioni tariffarie - proseguono Manuli e Passalacqua - queste delibere non salvano Asm: fanno pagare agli utenti il deterioramento dei suoi conti e rendono più difficile controllare le decisioni future. L’Amministrazione De Luca si assume una responsabilità politica inequivocabile: dopo avere consumato la liquidità accumulata dall’Azienda, aumenta parcheggi e funivia e riduce il ruolo del Consiglio comunale. Cittadini, lavoratori e visitatori pagheranno di più; chi governa Asm sarà sottoposto a meno controlli. È questo il vero contenuto delle delibere approvate il 28 luglio».













