Taormina, sette infermieri demansionati per anni in ospedale: il Tribunale condanna l'Asp
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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L'ospedale "San Vincenzo"
«È una vittoria che assume un valore simbolico e allo stesso tempo concreto: un precedente importante che riafferma il principio secondo cui le competenze infermieristiche non possono essere disperse o sostituite per compensare carenze strutturali del sistema». È quanto afferma il NurSind Messina, il sindacato delle professioni infermieristiche, manifestando soddisfazione per la sentenza emessa dal Tribunale del Lavoro di Messina con la quale l’Asp è stata condannata per il demansionamento di sette infermieri in servizio nel reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Taormina. Secondo il verdetto del giudice Giuseppe D’Agostino, l’Azienda sanitaria provinciale dovrà risarcire i lavoratori per un importo pari al 20% del loro stipendio dall’entrata in servizio al deposito del ricorso, per un importo complessivo stimato tra i 300 e i 400mila euro. I lavoratori, supportati dal Nursind e assistiti dall’avvocato Bernardo Campo, erano inquadrati come categoria D ma a causa della cronica mancanza di operatori socio-sanitari erano stati adibiti a mansioni proprie di queste figure, svolgendo attività estranee a quelle proprie degli infermieri quali attività igieniche, assistenziali e alberghiere, come rifare i letti e rispondere al citofono. Il Tribunale del Lavoro ha riconosciuto che le mansioni non sono state svolte in maniera sporadica, ma in modo «strutturale, continuativo e prevalente, con conseguente svuotamento sostanziale delle mansioni proprie della categoria infermieristica». Secondo i calcoli dei sette infermieri, tali attività arrivavano a interessare l’80% per cento delle prestazioni lavorative giornaliere, con un «grave pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, consistito non solo nella perdita e nel depauperamento della professionalità acquisita, nell’impossibilità di esercitare e sviluppare le competenze specialistiche connesse al proprio profilo e nella frustrazione delle legittime aspettative di crescita, ma anche nella lesione della dignità personale e professionale». Per il Nursind «questa sentenza conferma ciò che denunciamo da tempo: le carenze di organico non possono essere scaricate sugli infermieri attraverso un utilizzo improprio delle loro competenze professionali. La professione infermieristica deve essere rispettata e valorizzata, non svuotata delle proprie funzioni specialistiche. Non è accettabile che professionisti altamente qualificati vengano sistematicamente impiegati per colmare vuoti organizzativi derivanti dalla mancata programmazione del personale. Questa decisione restituisce dignità agli infermieri coinvolti e rappresenta un importante precedente per tutta la categoria». La pronuncia del Tribunale di Messina arriva in un momento particolarmente delicato per il sistema sanitario pubblico, caratterizzato da diffuse carenze di personale infermieristico e Oss. Proprio tali criticità organizzative, secondo il NurSind, non possono però tradursi nella mortificazione delle competenze professionali o nella sistematica assegnazione di mansioni inferiori rispetto a quelle previste dall’ordinamento professionale. La sentenza dell’ospedale di Taormina rappresenta dunque un richiamo forte alle aziende sanitarie affinché garantiscano una corretta organizzazione del lavoro e il rispetto dei profili professionali, riconoscendo agli infermieri il ruolo centrale che rivestono nell’assistenza ai pazienti e nella sicurezza delle cure.













