Taormina, ritardi negli asili nido finanziati dal Pnrr: Comune rischia spesa da 4 milioni
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Sindaco e funzionari alla Corte dei conti
Costeranno cari i nuovi asili nido al Comune di Taormina. Entro il 30 giugno, infatti, non sarà possibile completare gli interventi finanziati in questi anni con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e Palazzo dei Giurati dovrà farsene carico con fondi propri. Il caso è emerso anche durante l’esame dei rendiconti finanziari dal 2021 al 2024 effettuato dalla Corte dei conti, che ha rilevato una discrasia tra i dati comunicati dall’ente e quelli risultanti dalla banca dati ReGis, lo strumento unico attraverso cui le Amministrazioni devono adempiere agli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e controllo delle misure e dei progetti finanziati dal Pnrr. I magistrati contabili hanno chiesto chiarimenti già nei mesi scorsi e sia il Comune che i revisori dei conti hanno fornito spiegazioni, fino all’adunanza in contraddittorio svoltasi nei giorni scorsi a Palermo, nel corso della quale il Comune ha dato ulteriori chiarimenti e il sindaco Cateno De Luca ha depositato una memoria. L’impatto finanziario per il Comune al 30 giugno, scadenza fissata per il completamento di tutti gli obiettivi e dei progetti Pnrr, sarà di 4.438.802 euro, di cui 1.948.141 euro per l’asilo nido comunale del centro, 1.794.861 per l’asilo nido di Trappitello e 695.799 euro per l’asilo nido al Capalc. Alla somma sarà data copertura finanziaria con le risorse stanziate nel fondo rischi collocato nella parte accantonata del risultato di amministrazione 2025, pari a 7.266.594 euro, e la giunta adotterà un atto di indirizzo per impegnare il Comune a destinare la quota libera al finanziamento integrale delle passività del Pnrr. Passaggi ricostruiti da una delibera di indirizzo proposta dalla vicesindaca Alessandra Cullurà. Entro fine giugno saranno completate la nuova scuola a Mazzeo, la stazione di posta a contrasto della povertà estrema nell’ex Aias di Villagonia e i servizi sociali domiciliari per dimissione assistita; già formalizzata la rinuncia, invece, all’intervento per percorsi di autonomie per persone con disabilità, per il quale erano previsti 715.000 euro assegnati al Distretto socio-sanitario, vista l’impossibilità di reperire un immobile idoneo: ciò, però, non genera un’esposizione diretta per il Comune poiché l’operazione non ha prodotto obbligazioni, impegni di spesa o pagamenti. Per l’asilo nido in via Leonardo Da Vinci, nel quartiere Decima-Chiusa, finanziato a fine 2022 con 1.611.549 euro, i lavori sono iniziati a fine 2023 ma il progetto è poi lievitato a 2.328.409 euro per la necessità di stabilizzare il terreno e il Comune ha ritenuto l’opera antieconomica, decidendo di delocalizzare l’intervento a Trappitello, ma al momento non è ripartito alcun nuovo cantiere. Per l’asilo nido di via Santa Filomena (Trappitello) si prevede che al 30 giugno l’avanzamento dell’operazione sia al 60%, mentre per quello al Capalc all’80%: dunque in entrambi i casi il Comune di Taormina dovrà mettere mano nelle proprie tasche e garantire la copertura delle spese. Il Comune: «La spesa aggiuntiva sarà al massimo di 1,5 milioni» Le colpe del passato
Secondo l’Amministrazione comunale la spesa che graverà sul bilancio comunale non sarà comunque superiore a 1.500.000 euro e solo in via prudenziale la giunta ha adottato l’atto di indirizzo per destinare l'importo di 4.438.802 euro, dall’avanzo d’amministrazione libero al 31 dicembre 2025, per coprire le passività potenziali legate all’eventuale mancato rispetto dei target imposti dal Pnrr. «In conformità al principio della trasparenza amministrativa ed al principio contabile di veridicità del bilancio - spiega Palazzo dei Giurati - il Comune di Taormina, con riferimento all’andamento della spesa del Pnrr, tenuto conto dei relativi target, ha evidenziato alla Corte dei conti alcune criticità che derivano dalla mancanza di personale, che oggi si sta cercando di colmare con appositi concorsi e che era comunque già ben nota all’Amministrazione comunale. L’accantonamento di 4.438.802 euro si aggiunge agli altri accantonamenti allocati al fondo rischi del rendiconto di gestione 2025 e contiene tutte le possibili voci di spesa legate al Pnrr che potrebbero gravare sul bilancio comunale, fra cui il rimborso delle relative anticipazioni concesse, il pagamento delle obbligazioni giuridiche sorte con le società appaltatrici e, per giunta, la quota di cofinanziamento comunale, pari a circa 402.680 euro, finanziata integralmente dal Gestore Servizi Energetici (Gse). In ogni caso sono in fase di pubblicazione alcuni provvedimenti che disporranno ulteriori proroghe (dicembre 2026), ai fini dell’ultimazione e della rendicontazione degli interventi Pnrr, per i Comuni che hanno subito danni a seguito degli eventi emergenziali, come il ciclone che ha interessato il nostro territorio, da cui ne consegue che rispetto all’ipotesi peggiore prudenzialmente programmata, l’ente potrebbe limitarsi ad impegnare, allo scopo, risorse di bilancio per circa 1.500.000 euro. In ogni caso la giunta comunale ha incaricato gli uffici a velocizzare al massimo la realizzazione degli interventi, compatibilmente con le risorse umane disponibili, al fini di limitare il più possibile l’impatto sul bilancio dell’ente. Va in ogni caso ulteriormente chiarito che si tratta di una scelta di natura politico-amministrativa che la stessa Corte dei conti, in sede di adunanza, ha evidenziato essere un vero e proprio virtuosismo contabile, ad oggi unico nel panorama degli enti locali». L’Anci ha però confermato la scadenza del 30 giugno 2026 per la chiusura degli interventi del Pnrr, alla luce delle ultime Linee guida diffuse dalla Struttura di Missione Pnrr d’intesa la Ragioneria generale dello Stato. Il documento (si veda ItaliaOggi di ieri) fornisce importanti chiarimenti interpretativi e indicazioni operative uniformi in merito alle modalità di conclusione degli interventi e chiarisce come la data per la conclusione dell’attuazione di lavori, servizi e forniture sia per tutti i progetti il 30 giugno 2026; maggiore flessibilità è prevista per gli interventi finanziati dopo la revisione del Piano del 2023 e selezionati tramite avvisi pubblicati nel 2024 e 2025, per i quali le Amministrazioni titolari devono assicurare il completamento delle operazioni di attuazione al più entro il termine ultimo del 31 agosto 2026, termine ultimo e inderogabile.
«In ogni caso il Comune di Taormina partiva da una condizione di dissesto, con una macchina amministrativa in forte difficoltà - aggiunge l’attuale Amministrazione - le assunzioni si sono potute avviare solo in questa fase, compreso il capo dell’Ufficio tecnico a tempo pieno e due tecnici, a dimostrazione della carenza strutturale di risorse umane che ha inciso su questi processi. Ed ancora, numerosi progetti ammessi a finanziamento Pnrr risultavano incompleti e, in alcuni casi, anche errati, tanto da rendere necessaria una radicale riformulazione degli stessi e lo spostamento di alcuni interventi in altre parti del territorio.Infine, non si può non considerare che il Comune di Taormina ha dovuto affrontare anche situazioni emergenziali rilevanti, come la frana di via Garipoli, con tutte le conseguenze sulla mobilità e sulla gestione degli interventi, oltre agli effetti degli eventi meteorologici straordinari che hanno ulteriormente rallentato l’azione amministrativa.













