Taormina, riapre la discoteca Ipanema chiusa dal Comune dopo la folle lite in strada
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
391 Lettori unici
Appuntamenti oggi e il 4 luglio
Riapre dopo un mese la discoteca Ipanema di Taormina, chiusa dal Comune il 4 giugno con un’ordinanza dell’Ufficio Tecnico che ha disposto la cessazione dell'attività di intrattenimenti musicali e danzanti per assenza della licenza di pubblico spettacolo, dopo i gravi fatti avvenuti sulla Statale 114 alla chiusura del locale al termine della serata del 2 giugno, che hanno poi portato a due arresti con l’accusa di tentato omicidio. L’inaugurazione, su invito nominativo, era stata prevista per questa sera, pubblicizzata negli ultimi giorni sui canali social del locale, ma nel pomeriggio di oggi è stata rinviata a sabato 4 luglio, giorno in cui era previsto il secondo appuntamento. Dal Comune non risultano fino ad oggi concesse nuove licenze di pubblico spettacolo e dunque la discoteca potrebbe avvalersi della licenza per attività danzante permanente rilasciata nel 2022 dalla Questura di Messina alla ditta “Cacciola Walter”, mentre l’1 giugno la società “Random Leisure Srl” ha presentato la pratica di subingresso solo per l'attività di somministrazione di alimenti e bevande, salvo nuove richieste che verranno presentate in questi giorni. Il Comune ha emesso l’ordinanza di chiusura contestando che «il trasferimento dell'azienda non determina automaticamente il trasferimento delle autorizzazioni di pubblica sicurezza, le quali conservano carattere personale» e che «il soggetto subentrante è tenuto a presentare atti e segnalazioni necessarie all'accertamento del possesso dei requisiti soggettivi ed oggettivi prescritti dalla normativa, ai fini del rilascio della licenza di pubblica sicurezza». Contro l’ordinanza la “Random Leisure Srl” ha presentato ricorso al Tar di Catania, dove il Comune si è costituito nominando l'avvocato Melinda Calandra Checco, che lo discuterà l’8 luglio: in fase cautelare i giudici hanno evidenziato che «il provvedimento impugnato appare rivolto alla interdizione della sola attività di trattenimenti danzanti, della quale la ricorrente non è titolare», visto che «tale titolarità risulta rimasta in capo all’intestatario delle relative licenze, che non è destinatario dell’ordine interdittivo». E dunque può aprire la discoteca.













