Taormina, ok unanime alla Rottamazione quinques. "Ma Equità Urbana vive della morosità"
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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L'assessore Sterrantino ha illustrato la proposta
Provare a recuperare oltre 11 milioni di euro di imposte arretrate affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2010 e il 2023. È l’obiettivo del Comune di Taormina, che ha deliberato all’unanimità in Consiglio comunale l’adesione alla Rottamazione quinquies, dando la possibilità ai contribuenti di estinguere i debiti per omesso versamento di imposte e sanzioni amministrative versando solo le somme dovute a titolo di capitale e rimborso spese, senza sanzioni, interessi e more. Un totale di residui attivi pari a 11.763.445 euro, confluiti fino a 14 ottobre 2024 nella gestione dell’Organismo straordinario di liquidazione e poi rientrati nella competenza del Comune. «Ruoli morti che nessuno finora è riuscito a riscuotere - ha spiegato l’assessore ai Tributi, Giuseppe Sterrantino - in un anno e mezzo abbiamo incassato solo 262 euro». Dalla minoranza il consigliere Luca Manuli ha fatto presente come la delibera riguardi solo i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, chiedendo di valutare una definizione agevolata anche per i crediti affidati alla società “Sogert” e per quelli gestiti direttamente dal Comune: «Entro dicembre si istituirà un regolamento per andare incontro alle esigenze dei contribuenti - ha risposto Sterrantino - una bozza è già pronta ma è complicato determinare le tipologie di tributi alle quali applicare la definizione agevolata e bisognerebbe anche rinegoziare la gara per chi si occupa di riscuotere i ruoli. Stiamo comunque lavorando per arrivare ad una banca dati completa». Secondo Manuli, però, emerge una contraddizione politica che riguarda Equità Urbana Spa, la partecipata costituita lo scorso anno con l’attribuzione di un peso decisivo agli aggi derivanti dalla riscossione, soprattutto coattiva, ossia ricavi generati dall’esistenza di contribuenti morosi sui quali avviare attività di recupero. «Una rottamazione realmente estesa ai carichi comunali avrebbe invece l’obiettivo opposto - fa rilevare l’esponente di opposizione - consentire ai cittadini di regolarizzarsi, pagare il capitale dovuto e uscire dalla condizione di morosità. La domanda politica è quindi inevitabile: l’Amministrazione De Luca vuole davvero aiutare i contribuenti a chiudere le proprie posizioni oppure deve proteggere una società che, per giustificare la propria esistenza e i propri ricavi, ha bisogno che la morosità continui a esistere? La contraddizione resta evidente: da una parte si annuncia di voler aiutare i cittadini a regolarizzarsi, dall’altra si è costituita una partecipata che fonda una parte essenziale della propria attività proprio sulla riscossione della morosità. Non vorremmo che gli interessi della società venissero prima di quelli dei contribuenti e del Comune». Per Manuli «la scelta che l’Amministrazione dovrà compiere è quindi politica, non contabile: favorire il rientro dei contribuenti oppure difendere un modello di riscossione che trae forza economica dalla permanenza della morosità. L’apertura espressa in Consiglio comunale rappresenta un impegno: ora servono tempi certi e un regolamento. In caso contrario, sarà legittimo ritenere che la Rottamazione dei carichi realmente rilevanti per i cittadini sia incompatibile con il sistema di partecipate costituito dall’Amministrazione De Luca. A chi deve servire la politica tributaria del Comune: ai cittadini che vogliono regolarizzarsi o alla partecipata che guadagna dalla loro morosità?».













