Taormina, niente proroga e biglietteria del Teatro Antico trasferita: "A rischio 30 posti"
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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L’attuale biglietteria al Teatro Antico verrà chiusa
Cresce la preoccupazione dopo la decisione del direttore del Parco archeologico Naxos-Taormina, Carmelo Bennardo, di non concedere ulteriori proroghe tecniche al contratto con l’attuale concessionario del servizio di biglietteria per accedere ai siti di propria competenza, soprattutto al Teatro Antico, e di avviare una gara europea. Alla luce dei tempi necessari e dell’indispensabilità di garantire la continuità del servizio, la Direzione del Parco ha deciso di avviare un’attività temporanea di gestione autonoma dello sbigliettamento e ha chiesto al Comune di Taormina di avere in uso dei locali al Palazzo dei Congressi da destinare a biglietteria. Richiesta accolta dall’Amministrazione comunale, che con delibera di giunta ha concesso l’uso gratuito del botteghino del Palacongressi come biglietteria temporanea, fino al 30 settembre ma prorogabile fino al 31 dicembre. Sul caso è intervenuta la società torinese Aditus, che gestisce i servizi di sbigliettamento. «Il Teatro Antico di Taormina è stato il sito archeologico più visitato nel 2025 e con oltre un milione di visitatori, si è confermato il principale attrattore del turismo culturale siciliano, superando anche la Valle dei Templi - ricordano il rappresentante legale Riccardo Ercoli e il responsabile del personale Gianmarco Falciglia - e oltre la biglietteria i servizi essenziali al visitatore comprendono audioguide, visite guidate e gestione informatizzata del controllo accessi, elementi ormai centrali in un’offerta culturale moderna e strutturata. Secondo quanto prospettato, dal mese di maggio tali servizi verrebbero interrotti e la sola biglietteria on site verrebbe gestita direttamente dal Parco con l’impiego del personale di custodia, lavoratori con mansioni di vigilanza, non qualificati per il servizio di front office turistico e privi di una formazione specifica per l’accoglienza dell’utenza internazionale, attività ben diverse da quelle per cui sono stati assunti. Di conseguenza, circa 30 lavoratori professionalmente qualificati, dipendenti dell’attuale concessionario, perderebbero il posto di lavoro non soltanto al Parco di Naxos-Taormina, ma anche al Parco Archeologico di Tindari e al Parco Archeologico delle Isole Eolie, con evidenti ricadute occupazionali sul territorio». Aditus fa presente che «la scelta di smantellare un sistema integrato di servizi rischierebbe di riportare l’organizzazione a un modello minimale, limitato alla mera emissione del titolo di accesso. Inoltre, lo spostamento del punto biglietteria rispetto al controllo ingressi potrebbe incidere sull’efficacia della verifica dei titoli, con possibili ripercussioni anche sul piano erariale. La frammentazione dei servizi comporterebbe inoltre un peggioramento dell’offerta qualitativa: verrebbe meno la pianificazione integrata, si interromperebbero i rapporti con guide turistiche, tour operator e scuole costruiti nel tempo e si perderebbe continuità gestionale». Sul piano occupazionale, poi, oltre alla perdita del posto di lavoro, l’attuale concessionario ritiene che «l’assenza di una proroga tecnica metterebbe a rischio l’applicazione della clausola sociale, riducendo in modo significativo le possibilità di riassorbimento dei lavoratori da parte del futuro concessionario. È opportuno evidenziare che il personale attualmente impiegato nei servizi aggiuntivi è composto da professionisti con comprovata esperienza nel settore dei beni culturali, dell’accoglienza e della gestione dei servizi al pubblico. Nel corso degli anni tali lavoratori hanno maturato competenze specifiche nella gestione informatizzata dei flussi, nell’assistenza all’utenza nazionale e internazionale e nel coordinamento con operatori turistici e istituzioni scolastiche, contribuendo in maniera determinante alla crescita qualitativa e reputazionale del sito» In assenza di un provvedimento di proroga tecnica e di formali smentite rispetto all’indirizzo prospettato, Aditus annuncia che sarà costretta, entro l’1 marzo, ad avviare la procedura di licenziamento collettivo del personale attualmente impiegato nei servizi. «Tale evenienza costituirebbe una conseguenza diretta della mancata continuità amministrativa e determinerebbe un grave impatto occupazionale e sociale, le cui responsabilità sarebbero riconducibili alle scelte organizzative adottate. Appare necessario l’intervento del prefetto di Messina - conclude il concessionario - affinché scongiuri quanto prospettato e imponga il mantenimento della proroga tecnica fino al tempo strettamente necessario e utile al subentro del nuovo concessionario in procinto di individuazione a seguito delle operazioni di gara in fase di ultimazione e come, di fatto e di norma, avviene in tutti gli altri parchi regionali, e ciò al fine di garantire così continuità dei servizi, tutela occupazionale e correttezza amministrativa».













