Taormina, la Corte dei conti richiama il Comune: "Cinque criticità da risolvere subito"
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Chiesto ai revisori un attento e dettagliato monitoraggio
Cinque criticità da superare con immediatezza, al fine di evitare che la loro mancata correzione possa causare potenziali pregiudizi o situazioni di squilibrio di bilancio al Comune di Taormina. A rilevarle è la Corte dei conti, che ha esaminato i rendiconti finanziari dal 2021 al 2024 (acquisiti tra marzo 2023 e settembre 2025) e i bilanci di previsione relativi ai trienni 2022-2024, 2023-2025 e 2024-2026, prendendo in considerazione anche le risultanze del rendiconto della gestione dell’Organismo straordinario di liquidazione a chiusura del dissesto finanziario. La Sezione regionale di controllo si è espressa con una pronuncia specifica dopo aver esaminato la memoria trasmessa dal Comune il 3 marzo e dopo aver ascoltato l’11 marzo il sindaco Cateno De Luca, il segretario generale Giuseppe Bartorilla, il responsabile dell’Area Finanziaria Angela La Torre e il presidente del collegio dei revisori dei conti Antonino Biondo. I magistrati si sono riservati, nell’ambito delle future procedure ordinarie di controllo, le verifiche sul superamento delle criticità al fine di un compiuto ripristino della regolarità amministrativa e contabile. Al primo posto delle anomalie una quantificazione del Fondo crediti dubbia esigibilità non del tutto conforme ai principi contabili, ritenuta sottostimata per il 2022, 2023 e 2024: la Corte ha richiamato il Comune alla rigorosa applicazione dei principi contabili e alla conseguente corretta determinazione del Fcde, al fine di assicurarne la sua adeguatezza e congruità in considerazione della consistenza dei residui attivi iscritti. I giudici hanno rimarcato come sia fondamentale che i revisori verifichino la congruità del fondo e assicurino, con la loro attività di vigilanza, il pieno ed efficace rispetto dei principi contabili: «L’assenza di una scrupolosa valutazione in tal senso e una non corretta stima del rischio connesso alla riscossione di tali entrate - viene riportato - potrebbe tradursi in un potenziale pregiudizio per gli equilibri di bilancio, consentendo di fatto l’assunzione di impegni di spesa privi di adeguata copertura». Secondo problema la presenza in bilancio di residui attivi antecedenti ai tre anni: la Corte evidenzia come «nonostante il volume dei residui attivi al 31 dicembre 2024 (37, 5 milioni di euro) si sia ridotto rispetto all’esercizio precedente (42,5 milioni), si rileva la presenza di una cospicua mole di residui vetusti», per i quali va valutata l’opportunità di stralcio. Rilevato poi un basso tasso di riscossione di residui Ici e Tarsu al 31 dicembre 2024, pari a 26,63% e 33,37%, e un modesto tasso di recupero evasione tributaria nel periodo 2021-2024: il revisore ha esposto tutte le misure adottate dall’attuale Amministrazione da luglio 2023 e gli esiti dell’attività accertativa effettuata da ottobre 2023 in poi e il Collegio, «pur prendendo atto, richiama l’Ente ad una più incisiva azione per il recupero dell’evasione tributaria, che presenta tassi di recupero assai modesti (19,50% al 31 dicembre 2024). Un’altra criticità riguarda il ritardo nei pagamenti delle transazioni commerciali la Corte dei conti ha richiamato il Comune all’attuazione delle misure organizzative volte a intensificare il controllo sul rispetto dei tempi di pagamento, tra cui l’obbligo di assegnare ai responsabili dei pagamenti delle fatture commerciali, nonché a quelli apicali delle rispettive strutture, specifici obiettivi annuali relativi al rispetto dei tempi di pagamento, integrando i rispettivi contratti individuali. Infine il capitolo Pnrr: da quanto illustrato dal Comune di Taormina, in sede di contraddittorio, i magistrati contabili hanno rilevato che circa il 50% dei progetti Pnrr in corso sono in stato di avanzamento critico e difficilmente saranno conclusi entro la scadenza prevista dal Piano. In particolare, risultano in rilevante ritardo l’avanzamento degli interventi Nuovo asilo comunale (1.611.549 euro), Asilo nido via Santa Filomena (1.290.000 euro) e ristrutturazione struttura Capalc (1.000.000 euro). L’Ente ha fatto presente che «ha adottato tutte le iniziative finalizzate al rispetto dei vigenti termini di scadenza con la precisazione che eventuali interventi non realizzati a valere sulle risorse Pnrr, nella peggiore delle ipotesi, valutata la solidità di bilancio del Comune di Taormina saranno finanziate con risorse proprie», ma in ogni caso la Sezione di controllo ha richiamato «ad imprimere una maggiore accelerazione organizzativa ed amministrativa per la realizzazione degli interventi, evidenziando che il mancato conseguimento degli obiettivi entro il termine previsto dal Pnrr comporta la perdita di ingenti risorse europee» e ha raccomandato, inoltre, «di valutare adeguatamente la stabilità finanziaria dell’Ente nell’eventuale destinazione di risorse proprie per la finalizzazione degli interventi eventualmente non realizzati».













