Taormina, Comune sconfitto nel contenzioso sull'illuminazione: pagati i danni all'impresa
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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L'appalto risaliva al 2015
Si chiude con una condanna per il Comune il contenzioso sull’impianto di illuminazione pubblica instaurato negli anni scorsi dalla società “Artec E.s.co Srl”, che si è vista riconosciuta seppur parzialmente le proprie pretese. L’azienda, che nel 2023 ha chiesto la risoluzione del contratto di appalto per gli interventi finalizzati all’efficientamento energetico degli impianti di illuminazione, puntava alla condanna dell’Ente al risarcimento dei danni per un importo di 248.193 euro a titolo di danno emergente e di 387.500 euro per lucro cessante, per un totale di 635.693 euro. Il Collegio arbitrale, costituito per dirimere la questione, si è espresso con un lodo divenuto definitivo condannando il Comune di Taormina a pagare la somma di 366.414 euro, di cui 258.009 euro per sorte capitale a titolo di risarcimento danni, 30.476 euro per interessi legali dal 2020 al 2026, 57.349 euro per spese di funzionamento del collegio, 19.136 euro per spese legali alla società e altre spese. L’importo è stato riconosciuto come debito fuori bilancio dal Consiglio comunale, con sette voti favorevoli della maggioranza, tre contrari della minoranza (Nunzio Corvaia, Lucia Gaberscek e Marcello Passalacqua) e l’astensione di Maria Rita Sabato; assenti Salvo Brocato, Luca Manuli e Andrea Carpita. Una vicenda sulla quale l’opposizione potrebbe tornare a chiedere chiarimenti, come lasciato intendere in aula da Corvaia. La “Artec E.s.co Srl”, con sede a Taormina, ha come amministratore unico l’ingegnere Davide Maimone ed è di proprietà della “Eledia Holding Srl”, società dello stesso Maimone: fino al 2021 ha avuto come socio unico la “Artec Associati Srl”, di cui dal 2014 al 2021 è stato amministratore, legale rappresentante e direttore tecnico l’ingegnere Massimo Brocato, dal 2023 braccio destro del sindaco Cateno De Luca e attuale presidente della società partecipata Patrimonio Taormina. Il contenzioso ora chiuso con il Comune di Taormina risale all’appalto affidato nel 2015 per l’efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica, per un importo di circa 2,5 milioni di euro, di cui 2,1 milioni a Carico comune con l’utilizzo di un finanziamento regionale e il resto a carico dell’aggiudicatario: i lavori vennero ultimati nel 2016 ma il contratto di appalto sottoscritto solo nel 2020, con l’impegno tra le parti a verificare lo stato dell’impianto, essendo trascorsi oltre quattro anni. Come ricostruito in aula dal segretario comunale, emersero gravi irregolarità e le parti concordarono di effettuare lavori di adeguamento per circa un milione di euro. Ma a quell’intesa non venne dato seguito e la ditta, che non ricevette il pagamento del canone per i servizi energetici e la manutenzione, oltre al saldo dei lavori, si rivolse al giudice. L’avvocato Melinda Calandra Checco, che ha assistito il Comune, ha ritenuto non vi fossero i presupposti per proporre impugnazione del lodo davanti alla Corte d’Appello. Così la decisione è divenuta definitiva ed esecutiva.













