Taormina, cena e discoteca al Palacongressi a Capodanno: "Dal sindaco nessuna risposta"
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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La sala utilizzata anche come discoteca
«Quando si tratta di fare propaganda, la macchina è rapidissima; quando invece servono chiarimenti sugli atti, arriva un rinvio che sposta tutto nel tempo, come se la trasparenza fosse un optional». È quanto contesta il gruppo politico “Progetto Ricostruzione Taormina” al sindaco Cateno De Luca in merito alla vicenda della cena di Capodanno al Palazzo dei Congressi, promossa dall’Asd Football Club Taormina, sulla quale i consiglieri di minoranza Luca Manuli e Nunzio Corvaia hanno presentato l'11 gennaio un’interrogazione a risposta scritta, ricostruendo i passaggi amministrativi (concessione amministrativa con tariffa agevolata, licenza di pubblico spettacolo con prescrizioni su capienza e divieto di ballo) e segnalando le incongruenze tra la qualificazione dell’iniziativa e la promozione-gestione dell’evento. All’interrogazione, finora, non è seguita una risposta nel merito, ma il primo cittadino ha scritto ai due consiglieri che «a seguito di apposita istruttoria, ha proceduto alla segnalazione dei fatti alle autorità preposte ed agli uffici comunali competenti e si rimane in attesa di conoscere gli esiti degli accertamenti, ai fini di poter articolare risposta dettagliata». La vicenda ha portato alle dimissioni del vicesindaco Jonathan Sferra, uno degli amministratori presenti alla serata nel corso della quale la sala al quarto piano dell’immobile comunale si è trasformata in discoteca, nonostante la licenza rilasciata dal sindaco vietasse il ballo, anche se l’ex assessore ha puntualizzato che il suo addio alla giunta non è legato alla sua presenza alla festa, dove si è recato a fine serata per fare un controllo e verificare il rispetto delle norme di sicurezza. L’opposizione, però, attende risposte da De Luca: «Le dimissioni di Sferra hanno avuto il sapore di un colpo di spugna - afferma Alessio Bonesoli, vicepresidente di Prt - via la polvere sotto il tappeto, archiviata una vicenda quantomeno imbarazzante per Taormina e i taorminesi. Ma i dubbi restano e con loro resta il dovere di rispondere. È evidente che il sindaco non si sia occupato della vicenda prima e non se ne stia occupando adesso, essendo impegnato in altre città per le campagne elettorali delle amministrative. E mentre Taormina diventa terreno di narrazioni, post e “blitz” selettivi, le questioni concrete, quelle che riguardano regole, atti e beni pubblici, vengono trattate con un’attenzione intermittente. Respingiamo al mittente la logica dei blitz ad orologeria, utili solo ad alimentare un racconto autocelebrativo che serve esclusivamente a chi oggi detiene il potere in città. La trasparenza non è un accessorio da esibire a intermittenza - conclude Bonesoli - ma il fondamento stesso della credibilità politico-amministrativa. E, a oggi, quel fondamento appare decisamente fragile e restano nel dimenticatoio soprattutto le domande che riguardano atti, regole, trasparenza e responsabilità. A Taormina, quando le domande restano senza risposta, non è “comunicazione” ma opacità».













