Taormina, alberi tagliati nella villa: Prt chiede trasparenza sulla gestione del verde
di Redazione | oggi | ATTUALITÀ
di Redazione | oggi | ATTUALITÀ
70 Lettori unici
Uno degli alberi abbattuti dal vento
«Serve trasparenza su come si sta procedendo, serve proporzione tra rischio e intervento e serve soprattutto un quadro chiaro su cosa accade dopo gli eventuali abbattimenti». È quanto chiede il gruppo “Progetto Ricostruzione Taormina” sulla gestione del verde e delle alberature all’interno della villa comunale “Florence Trevelyan”, dove la bufera di vento del 13 febbraio che ha abbattuto diversi alberi costringendo il Comune a chiudere il parco e poi riaprirlo parzialmente con alcune zone interdette. «Nelle ultime settimane sono stati avviati lavori di messa in sicurezza, con un affidamento di circa 50.000 euro che riguarderebbe sia alberi già sradicati sia ulteriori esemplari ritenuti a rischio di stabilità - evidenzia il gruppo - non contestiamo gli interventi necessari per la pubblica incolumità, perchè se vi sono alberi caduti o tecnicamente compromessi il Comune ha il dovere di intervenire, ma proprio perché parliamo della villa comunale, uno dei luoghi simbolo di Taormina, la sicurezza non può diventare l’unico argomento». «Chiediamo che ogni rimozione sia strettamente necessaria - afferma il consigliere Luca Manuli - motivata da una base tecnica verificabile e accompagnata da un progetto pubblico di ripristino. La villa comunale non è un giardino qualunque: è identità e vivibilità della città». “Progetto Ricostruzione Taormina” chiede che il Comune renda pubblici, con chiarezza e in modo comprensibile, gli elementi essenziali: la relazione tecnica che in linea con i principi definiti dalla Società italiana di Arboricoltura ha individuato gli alberi da abbattere, ne ha effettuata la valutazione di stabilità con rischi e pericoli e ha identificato l’impossibilità tecnica di interventi conservativi alternativi; quanti sono, di quale specie e in quali punti della villa; se si tratta di alberi già crollati, irrimediabilmente compromessi o solo classificati “a rischio”; quali passaggi siano stati seguiti tenendo conto del contesto paesaggistico e, soprattutto, se esista un piano di ripristino e reimpianto del verde rimosso. «La città ha diritto a sapere quali alberi si tagliano, perché e con quale progetto di recupero - conclude Ottavia Zingali - dopo l’emergenza serve visione: non solo rimozioni, ma un piano serio per restituire alla villa comunale il suo verde e la sua funzione».













