Mercoledì 07 Ottobre 2026
Contestata l'assenza di garanzie sul passaggio alle Partecipate. Appello alla prefetta


Taormina, al Comune proclamato lo stato di agitazione del personale. Possibile lo sciopero

di Redazione | oggi | ATTUALITÀ

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Sale la tensione a Palazzo dei Giurati

Sale la tensione al Comune di Taormina sulla vertenza relativa al trasferimento del personale comunale verso le società partecipate. Fp Cgil Messina, Uil Funzione Pubblica, Csa Fp e Ugl Fp hanno formalmente proclamato lo stato di agitazione del personale dipendente, chiedendo al prefetto di Messina l’immediata attivazione della procedura obbligatoria di raffreddamento e conciliazione prevista dalla legge. La decisione arriva dopo l’esito negativo del confronto del 28 settembre sull’applicazione dell’art. 31 del D. Lgs. 165/2001 e sul previsto trasferimento di personale comunale alle Partecipate. «Abbiamo cercato fino all’ultimo una soluzione capace di coniugare le esigenze organizzative dell’Ente con la tutela dei lavoratori – dichiarano i segretari Antonino Trino, Livio Andronico, Pietro Fotia e Giovanni Panebianco – ma non possiamo accettare che un passaggio così delicato venga realizzato senza garanzie forti e certe sul futuro occupazionale, economico e professionale dei dipendenti». Le organizzazioni sindacali hanno proposto di valutare prioritariamente strumenti quali comando o distacco, ritenendoli maggiormente idonei a consentire l’utilizzo del personale nelle società partecipate salvaguardando il rapporto con l’Ente, i livelli occupazionali e i trattamenti economici, anche nella prospettiva di una possibile futura reinternalizzazione dei servizi. «Non servono fughe in avanti e, soprattutto, non può prevalere una logica del “si salvi chi può”. I lavoratori devono essere tutelati tutti, con regole trasparenti e garanzie uguali per tutti. Nessuno può essere lasciato nell’incertezza rispetto al proprio futuro lavorativo».

Di fronte alla mancata apertura dell’Amministrazione sulle garanzie richieste, la questione è stata sottoposta all’assemblea dei dipendenti. I lavoratori hanno deliberato all’unanimità lo stato di agitazione, prospettando, qualora non si raggiunga una soluzione, ulteriori iniziative di mobilitazione fino alla possibile proclamazione dello sciopero. «Adesso – proseguono i rappresentanti sindacali – chiediamo che il confronto si sposti davanti al prefetto di Messina. Ci auguriamo che quella sede consenta di superare le rigidità emerse e di costruire una soluzione condivisa. Ma deve essere chiaro che non arretreremo di un millimetro sulla tutela dei lavoratori». Fp Cgil, Uil Funzione Pubblica, Csa Fp e Ugl Fp ribadiscono che l’obiettivo non è impedire i processi di riorganizzazione dei servizi, ma evitare che questi vengano realizzati scaricandone rischi e incertezze sui dipendenti comunali. «Il personale non può essere considerato una semplice voce da spostare da un soggetto giuridico a un altro. Dietro ogni trasferimento ci sono lavoratori, famiglie, professionalità e anni di servizio prestati al Comune. Prima vengono definite le garanzie, poi si procede. Non il contrario». Le organizzazioni sindacali attendono pertanto la convocazione prefettizia per il tentativo obbligatorio di conciliazione e, in caso di mancata soluzione della vertenza, si riservano di programmare ulteriori azioni di lotta sindacale, compresa l’astensione collettiva dal lavoro, nel rispetto delle procedure previste dalla legge.


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