Giovedì 05 Febbraio 2026
Consegnate le integrazioni al Ministero per la valutazione dell’impatto ambientale


Svincolo Santa Teresa: perché è utile (secondo il Comune) e perché i tempi saranno lunghi

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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La planimetria dell'opera

Seppur al momento non vi siano i fondi per la sua realizzazione, le procedure per completare la progettazione dello svincolo autostradale di Santa Teresa di Riva non si fermano. Dall’ottobre 2021 è in corso la procedura di valutazione dell’impatto ambientale al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica e nei giorni scorsi sono state pubblicate le ulteriori integrazioni richieste nel settembre 2024 dalla Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale-Via e Vas, prodotte dai progettisti il mese scorso. I primi chiarimenti erano stato forniti un anno fa, ma la scorsa estate il Ministero ha avanzato la richiesta di produzione di documentazione integrativa e il Comune ha quindi chiesto la sospensione temporanea del procedimento, per un periodo congruo, al fine di consentire la definizione delle procedure di acquisizione delle indagini di campo a supporto dell’integrazione documentale. Con il deposito dei nuovi atti, il Mase ha diramato un nuovo avviso pubblico per la presentazione di osservazioni: entro il 21 febbraio, infatti, chiunque abbia interesse può prendere visione delle integrazioni al progetto ed al relativo studio ambientale e presentare in forma scritta le proprie osservazioni, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi, indirizzandoli al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Direzione Generale Valutazioni Ambientali, via C. Colombo 44, 00147 Roma. L’invio delle osservazioni può essere effettuato attraverso l’applicativo web accessibile dal Portale delle Valutazioni e Autorizzazioni ambientali al link https://va.mite.gov.it/itIT/ps/Procedure/InvioOsservazioni e anche mediante posta elettronica certificata all’indirizzo va@pec.mase.gov.it.   

Il monitoraggio ambientale: un anno… senza opera
Le società Proger Spa- Progin Spa-Dinamica Srl, incaricate della progettazione dello svincolo autostradale, hanno integrato lo studio di impatto ambientale e hanno prodotto le controdeduzioni alle osservazioni pervenute, producendo anche un’analisi costi-benefici relativi alla realizzazione dell’opera oltre che la valutazione dell’alternativa zero, ossia la non realizzazione dell’opera. Parte integrante del processo di Valutazione dell’impatto ambientale è il monitoraggio ambientale, che assume la funzione di strumento capace di fornire la misura dell’evoluzione dello stato dell’ambiente nelle diverse fasi di attuazione del progetto e di fornire le necessarie indicazioni per l’attivazione di azioni correttive nel caso in cui le risposte ambientali non rispondessero alle previsioni effettuate nell’ambito della Via. Il monitoraggio ambientale rappresenta l’insieme di azioni che consentono di verificare, attraverso la rilevazione di determinati parametri biologici, chimici e fisici, gli impatti ambientali significativi generati dall’opera nelle fasi di realizzazione e di esercizio. Per quanto riguarda la durata della fase di monitoraggio ante operam, il periodo minimo delle osservazioni è di circa un anno: il Ministero ha infatti chiesto già nel 2024 un apposito monitoraggio per avere un quadro più preciso ante operam della qualità dell'aria e di altri aspetti come la presenza di falde acquifere; in corso d’opera, invece, il periodo è definito in base al cronoprogramma delle attività di cantiere; infine, per la fase post operam, le attività di monitoraggio dovranno continuare per un periodo minimo di un anno e, comunque, per una durata variabile in funzione della tipologia di opera e della significatività degli effetti sull’ambiente idrico sotterraneo. I tempi saranno dunque lunghi anche per la progettazione, senza tenere conto che non c'è più il finanziamento.

Analisi costi-benefici e la valutazione dell’alternativa zero
Lo svincolo viene presentato come opera di connessione strategica tra la viabilità costiera (Statale 114) e l’autostrada A18 Messina–Catania, volta a garantire una viabilità alternativa e di emergenza in caso di interruzione della Ss 114 per eventi franosi o alluvionali, il decongestionamento del traffico urbano costiero e un miglioramento complessivo della sicurezza e resilienza della mobilità territoriale. In quest’ottica, la valutazione dell’alternativa zero (non realizzazione dell’opera) condotta nello studio di impatto ambientale mostra che la mancata costruzione dello svincolo comporterebbe il mantenimento dell’attuale criticità della rete viaria costiera, la persistenza di situazioni di rischio e congestione in caso di eventi franosi o alluvionali, la perdita di un’infrastruttura strategica di connessione con la rete autostradale. Pertanto, l’alternativa zero, secondo i progettisti, risulta non sostenibile dal punto di vista della sicurezza, della funzionalità del sistema viario e dello sviluppo territoriale. In merito alla valutazione costi–benefici, l’opera presenta un bilancio positivo in quanto il costo di realizzazione (comprensivo delle opere accessorie e mitigazioni ambientali) è giustificato da un significativo incremento dei livelli di servizio e da una riduzione dei tempi di percorrenza e dei costi di esercizio veicolare: la disponibilità di uno svincolo intermedio migliora l’efficienza della rete di emergenza in caso di chiusure sulla Ss 114 o sull’autostrada A18; l’opera comporta benefici socio-economici indiretti per il turismo e la logistica costiera, oltre a una diminuzione delle emissioni legata alla riduzione dei percorsi medi. In sintesi, lo svincolo autostradale di Santa Teresa di Riva non costituisce intervento alternativo o in concorrenza con la messa in sicurezza, ma complementare e funzionale alla resilienza dell’intero sistema di mobilità costiera; è coerente con la pianificazione territoriale e infrastrutturale vigente e si conferma, pertanto, la validità e la priorità strategica dell’intervento.

Lo studio del traffico
L’opera viene illustrata nel progetto non come infrastruttura “speculativa” o a beneficio di una ristretta categoria di utenti, bensì come infrastruttura di pubblica utilità integrata nel sistema viario regionale e coerente con gli obiettivi di sicurezza e sostenibilità della mobilità previsti dal Piano regionale dei Trasporti e della Mobilità. Lo Studio di Traffico ha analizzato la domanda di mobilità attuale e futura lungo il corridoio costiero A18-Ss 114, considerando scenari di sviluppo a 10 e 20 anni. I risultati evidenziano che l’attuale livello di servizio della Ss 114, in corrispondenza dei centri di Alì Terme e Scaletta, è compromesso nelle ore di punta e nei mesi estivi; in caso di chiusura anche parziale della Ss 114 per eventi franosi, l’intero traffico costiero viene deviato su lunghi tratti alternativi (Tremestieri o Roccalumera), con incremento dei tempi medi di percorrenza fino al +70%; la presenza di un nuovo svincolo intermedio consente una riduzione media dei tempi di accesso alla rete autostradale di 8–12 minuti e una diminuzione dei costi di esercizio veicolare del 6-9%. Inoltre, la distanza tra svincoli (4,5 km con Roccalumera e 9 km con Taormina) è coerente con gli standard funzionali autostradali stabiliti dal D.M. 6792/2001 e non rappresenta una ridondanza, bensì un adeguamento alla domanda di mobilità reale dell’area jonica messinese.


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