Sabato 07 Novembre 2026
Lascia il Consiglio direttivo accusando la Regione di mancato sostegno al risanamento


Sud chiama Nord esce dal Consorzio autostradale: si dimette Massimo Brocato

di Andrea Rifatto | ieri | ATTUALITÀ

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Massimo Brocato era in carica dal 2023

Resta senza un componente il Consiglio direttivo del Consorzio per le autostrade siciliane. Massimo Brocato, in carica dal gennaio 2023, si è dimesso oggi con una lettera inviata al presidente del Cas Filippo Nasca, al presidente della Regione Renato Schifani e al sindaco della Città metropolitana di Messina Federico Basile. Alla base dell’addio di Brocato, eletto in quota Cateno De Luca come terzo componente del Direttivo la cui designazione è riservata alla minoranza assembleare, la mancata concessione da parte della Regione dei fondi necessari per proseguire il risanamento dell’ente autostradale. Dimissioni formalizzate «con la consapevolezza che siano venute meno - scrive l’ingegnere taorminese e braccio destro di De Luca al Comune - le condizioni necessarie per proseguire efficacemente il percorso di gestione e risanamento dell’ente». In questi tre anni il Consiglio direttivo ha avviato un difficile percorso per superare la gestione d'emergenza e puntare al riequilibrio economico, fino all’approvazione del Piano di risanamento 2026-2028 dello scorso 19 giugno che ha rappresentato la reale entità delle criticità pregresse, quantificando in 121 milioni di euro il fabbisogno di risorse esterne necessario a coprire l'indebitamento e a rimettere in sesto i conti del Consorzio. Per proseguire sulla via del risanamento, era stato chiesto alla Regione un primo aiuto straordinario da 40 milioni di euro per l'esercizio 2026, inserito tramite un emendamento nella variazione di bilancio.

Ma nella variazione di bilancio approvata il 28 ottobre all’Ars le risorse non sono state previste. Un mancato stanziamento che Brocato ha definito «un passaggio di particolare gravità istituzionale», sottolineando nella lettera di dimissioni che «non si può chiedere ad un Consiglio direttivo di assumersi la responsabilità di risanare un ente e, contemporaneamente, lasciare senza adeguato sostegno finanziario il percorso individuato per raggiungere tale obiettivo». Nel mirino dell’ormai ex consigliere il socio di maggioranza del Cas, ossia la Regione che detiene il 90% del capitale: «Proprio per questo – ha aggiunto – ritengo che il risanamento non possa essere considerato una responsabilità esclusiva degli amministratori, ma debba trovare una concreta e coerente partecipazione del socio di maggioranza».


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